vedi ad esempio reportage de “l’Espresso” nel centro di Borgo Mezzanone). Ogni CAS si organizza in modo diverso dall’altro, non esiste un protocollo comune nei livelli di assistenza e, per legge, il controllo è affidato alle Prefetture. Spesso la rendicontazione delle spese è inesistente, così come la progettualità, in molti casi si configurano come ambienti nei quali i migranti restano “parcheggiati” per mesi o addirittura anni. Esistono, ovviamente, delle eccezioni, non si vuole certo fare di tutta l’erba un fascio. Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) è la seconda forma di accoglienza, è stato definito sistema di seconda accoglienza. Uno SPRAR è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo (FNPSA). I servizi offerti dallo SPRAR completano l’accoglienza con prestazioni volte all’inserimento socio-economico degli ospiti: l’immigrato riceve l’adeguato supporto per permettergli, ad esempio, di individuare potenziali sbocchi professionali, così da garantirsi un eventuale inserimento nella società. Non si tratta quindi di una struttura dedita alla sola garanzia di vitto e alloggio, così come invece spesso accade per molti CAS. Lo SPRAR, di fatto, permette ai Comuni di gestire e non subire passivamente il fenomeno dell’immigrazione. Alla rete dello SPRAR i comuni italiani aderiscono volontariamente, NON possono accedervi associazioni o privati se non per tramite del Comune stesso in seguito a una manifestazione d'interesse. Il Comune avanza la richiesta di accesso al fondo formulando un progetto; se la commissione ministeriale riterrà il progetto meritevole, lo stesso sarà finanziato con il trasferimento al comune della somma necessaria al suo espletamento (95% del costo del progetto), l’Ente beneficiario potrà così indire una gara d’appalto per l’affidamento della gestione del centro. Le domande inerenti nuovi progetti possono essere presentate con continuità (vedi decreto 10/08/2016 – Gazzetta Ufficiale 28/08/2016 – Modalità di accesso e Linee guida per lo SPRAR) I comuni i cui progetti saranno ritenuti idonei (qui la lista di tutti i progetti territoriali ad oggi attivati dai comuni richiedenti), saranno tenuti a predisporre un piano finanziario con tutte le voci di costo: dai ticket dei trasporti, agli abiti, per finire a ogni tipo di servizio erogato agli ospiti, così come gli “stipendi” delle persone che lavorano all’interno del centro (la cui “assunzione” è legata a parametri che ne attestino le reali capacità e attinenze). Massima trasparenza quindi. Esempi di progetti attivati sono le “borse lavoro” che consentono di far apprendere all’ospite specifiche abilità professionali, progetti multidisciplinari, corsi per l’apprendimento della lingua italiana, tirocini formativi, rapporti con le Pubbliche Amministrazioni etc. Qui puoi dare un’occhiata al Rapporto Annuale SPRAR 2016 pubblicato dal Ministero degli Interni. Ma qual è la situazione italiana oggi? Secondo i dati del Viminale, a inizio 2017, i centri di Servizio centrale SPRAR (sistema con maggiore garanzie di trasparenza) ospitavano 23mila migranti a fronte dei 137mila presenti nei CAS. Un dato sul quale ragionare molto e che manifesta chiaramente come a qualcuno convenga gestire il “fenomeno CAS”.

SPRAR, maggiore tutela per i Comuni

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha stipulato un accordo con il Governo che prevede una “clausola di salvaguardia” per i Comuni che aderiscono alla rete SPRAR o che hanno manifestato la volontà di aderirvi: il Governo si impegna a garantire il rispetto della quota di 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti, inoltre, si fa garante della NON apertura di altri centri CAS nello specifico comune richiedente.

Cosa succede nel comune di Carolei

Da qualche tempo anche Carolei ospita un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) gestito dalla Caritas e ubicato alle porte del paese presso l’Istituto San Luigi Gonzaga. Da qualche giorno ha preso vita un secondo centro CAS, gestito dall’A.S.D. Football Team Denis Bergamini, sito nel centro storico di Carolei. Questa nuova struttura ospita 19 migranti. In una nota del 22 luglio 2017, pubblicata su un quotidiano locale (vedi Fig 1.), l’attuale sindaco di Carolei, dott. Francesco Iannucci, pone l’accento sulla decisone presa dalla Prefettura di Cosenza di collocare sul territorio di Carolei un secondo CAS gestito dalla suddetta associazione sportiva. L’articolista riporta che Iannucci non ha potuto fare altro “che prendere atto della decisione prefettizia ed accettare passivamente tale decisione”. Secondo Iannucci, il Comune da egli rappresentato non ha potuto ricorrere allo strumento SPRAR poiché “la precedente Amministrazione comunale avrebbe dovuto presentare la domanda entro il 31 marzo 2017”. Non facendolo - spiega Iannucci - “il comune di Carolei non è stato inserito nel progetto SPRAR” [caption id="attachment_29" align="aligncenter" width="671"] Fig 1. L’articolo che riprende una nota del dott. Iannucci, sindaco di Carolei.[/caption] Lo stesso articolo è stato anche ripreso sulla pagina Facebook del Movimento Rinascita per Carolei, la compagine che ha portato Iannucci alla vittoria delle tornate elettorali dello scorso 11 giugno 2017:

Nel post Facebook vengono pubblicamente fatti i complimenti al comune di Domanico (limitrofo a Carolei) per aver presentato il progetto SPRAR nei tempi stabiliti. Inoltre, sempre nel medesimo post, il gruppo Rinascita si chiede come mai la vecchia Amministrazione Greco non presentò il progetto, insinuando un possibile accordo con qualche associazione o affini propensi all’apertura di un nuovo CAS. La risposta del Gruppo consiliare di opposizione arriva sulla pagina Facebook del gruppo. L’ex sindaco Greco e i suoi consiglieri puntualizzano, documenti alla mano, come “L’attivazione della Clausola di Salvaguardia – che consente ai comuni, quindi ai sindaci, di opporsi all’apertura indiscriminata di nuovi CAS – e l’adesione al progetto SPRAR è stata inviata dall’Amministrazione Greco, oltre che alla Prefettura, anche agli Enti di competenza (ANCI e Sistema Centrale) il 17/02/2017”.   [caption id="attachment_25" align="aligncenter" width="504"] Fig 3a e 3b. La richiesta di adesione al progetto SPRAR inviata dall’Amministrazione Greco ad ANCI, Prefettura e Sistema Centrale (a) e una delle conferme di ricezione da parte del Ministero. Sulla pagina Facebook del gruppo Consiliare di minoranza è possibile reperire le medesime comunicazioni effettuate agli altri enti.[/caption] Sempre dal post del gruppo di minoranza: “La scadenza del 31 marzo, indicata nell’articolo pubblicato in data odierna (ndr ci si riferisce all’articolo di Iannucci, vedi Fig 1.), non si riferisce ai termini di presentazione del progetto (che può essere avanzato, con continuità, in qualsiasi momento) bensì ai termini di valutazione dello stesso (stabiliti nelle date del 31 marzo e 30 settembre), come pubblicato a chiare lettere sul sito ufficiale dello SPRAR… Il comune di Domanico ha intrapreso le stesse procedure già avviate dall’Amministrazione Greco e non ci risulta, ad oggi, che sia stato autorizzato ancora alcun progetto SPRAR (come risulta dalle graduatorie dei progetti ammessi all’assegnazione del finanziamento pubblicate dal Ministero dell’Interno il 05/07/2017).” Il Gruppo consiliare di opposizione capeggiato da Greco chiede: “… dato che la clausola di salvaguardia era stata attivata, e la procedura burocratica per il progetto SPRAR era stata già avviata, come mai si lamenta il fatto che non ci fossero strumenti idonei per affrontare la situazione? Sarebbe bastato proseguire il percorso che l’amministrazione Greco aveva già tracciato…” e, così come insinuato dal Movimenti rinascita, anche il Gruppo di opposizione si chiede se la decisione di non voler presentare un progetto SPRAR da parte dell’Amministrazione Iannucci sia in qualche modo dovuta al voler favorire qualche associazione vicina al gruppo.

Alla luce dei fatti...

Sul modus operandi inerente la presentazione di un progetto SPRAR, il Ministero è abbastanza chiaro: “Le domande inerenti nuovi progetti possono essere presentate con continuità (vedi decreto 10/08/2016 – Gazzetta Ufficiale 28/08/2016 – Modalità di accesso e Linee guida per lo SPRAR) Il termine del 31 marzo 2017, indicato da Iannucci (vedi Fig 1.) come data ultima di presentazione del progetto (che avrebbe dovuto presentare l’Amministrazione Greco) è palesemente errato. Il 31 marzo e il 30 settembre sono le date in cui vengono valutate le domande giunte al Ministero, non le date ultime per la presentazione del progetto che, è utile ripeterlo, può essere presentato dal Comune in continuità (in qualunque momento). La presentazione della domanda, quindi, poteva essere avanzata anche dall’Amministrazione Iannucci insediatasi nel mese di giugno 2017. L’ente comunale guidato in precedenza da Greco aveva già manifestato la volontà di aderire al servizio in data 17 febbraio 2017 (vedi Fig. 3); per l’Amministrazione Iannucci bastava quindi dare seguito alla domanda presentando, ad esempio, un progetto entro il 30 settembre per avere una valutazione dello stesso entro il 1° gennaio 2017, oppure slittare ulteriormente la data di presentazione e attendere la valutazione del 31 marzo; vista l’esistenza di una clausola di salvaguardia, avrebbe potuto anche opporsi all’apertura di un nuovo CAS. Infatti, la direttiva del Ministero dell'Interno, datata 11 ottobre 2016, e inviata a tutte le Prefetture d’Italia (puoi leggerla qui e trovarne un estratto in Fig 4.), relativa alle regole per l'avvio di uno SPRAR, come già sopra spiegato, prevede una "Clausola di Salvaguardia" che rende esenti dall'attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” (CAS) quei Comuni che appartengono alla rete SPRAR o che hanno manifestato la volontà di aderirvi, volontà espressa dalla giunta Greco in data 17 febbraio 2017 prot. n. 945 (vedi Fig. 3) [caption id="attachment_17" align="aligncenter" width="483"] Fig 4. La clausola di salvaguardia "protegge" i comuni dall’apertura di nuovi CAS, basta manifestare formalmente la volontà di aderirvi, così come fatto dall’Amministrazione Greco in data 17 febbraio 2017 (vedi Fig 3.)[/caption] Come mai il sindaco Iannucci: ha dovuto "accettare passivamente la decisione della Prefettura"? Non si poteva far presente al Prefetto dell’esistenza della clausola di salvaguardia, richiamando la direttiva del Ministro dell’Interno? E se anche il Prefetto avesse "preteso" l’apertura del CAS, non si poteva coinvolgere l’ANCI – ed evitare l'apertura del centro – così come ad esempio fatto dal Comune di Forlì del Sannio? (Lettera rivolta all’ANCI Molise con Protocollo n.1155 del 27 marzo 2017). Non opponendosi all’apertura del nuovo CAS gestito dalla ASD Bergamini, la Giunta Iannucci ha di fatto rinnegato la clausola di salvaguardia, il che darà modo ad altre associazioni o affini di richiedere l'apertura di altri CAS sull’intero territorio comunale. E se anche domani l'Amministrazione Iannucci riuscisse ad avviare un progetto SPRAR, rimarrebbe comunque difficile giustificare il fatto di non essere inizialmente ricorsa alla clausola di salvaguardia, dando di fatto il via libera all'ASD Bergamini all'apertura di un nuovo centro...

Lo SPRAR del Comune di Domanico

Sulla pagina Facebook del Movimento Rinascita per Carolei, viene asserito: “Complimenti invece al comune di Domanico che ha presentato il progetto SPRAR nei tempi stabiliti dal decreto Minniti”. Come mai tra i progetti territoriali presentati (leggi qui) il Comune di Domanico non appare? [caption id="attachment_18" align="aligncenter" width="602"] Fig 5. Un estratto, in ordine alfabetico, dei progetti territoriali finanziati dal Ministero: http://www.sprar.it/progetti-territoriali. Alla data del 31 luglio 2017 il comune di Domanico non appare tra i comuni beneficiari. Il documento di Fig 6. attesta il contrario, è evidente che il sito in oggetto non risulta essere aggiornato.[/caption] In occasione del Consiglio Comunale, tenutosi a Carolei il 31 luglio 2017, il Sindaco, dott. Francesco Iannucci, mi ha gentilmente fornito un documento (vedi Fig 6a e Fig6b.) inerente la comunicazione da parte del Ministero dell'Interno - Dipartimento per la Libertà Civili e l'Immigrazione, che attesta l'ammissione "al riparto del Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo di codesto Ente Locale (PROG. N 1052) (ndr Comune di Domanico). È evidente che il sito istituzionale del Ministero, fonte citata nell'articolo, non è ad oggi aggiornato con l'inclusione del Comune di Domanico tra gli Enti ammessi al finanziamento del progetto. [caption id="attachment_84" align="aligncenter" width="505"] Fig 6a. Il documento del Ministero dell'Interno - Dipartimento per la Libertà Civili e l'Immigrazione che attesta l'ammissione del Comune di Domanico al riparto dei fondi nazionali per l'apertura di un centro SPRAR.[/caption] [caption id="attachment_91" align="aligncenter" width="675"] Fig 6b. La graduatoria dei fondi FNPSA del Ministero degli Interni. Periodo di riferimento: 16/11/2016 - 31/03/2017 - Al 82° posto compare il Comune di Domanico[/caption] Si ringrazia il Sindaco Iannucci per aver fornito la documentazione utile al chiarimento di questo punto. Mind the gap... Gianfranco Forlino"/>

Carolei e il fenomeno dell’immigrazione

Il fenomeno dell’immigrazione è divenuto un tema centrale nel dibattito politico e sociale nazionale. Anche il comune di Carolei è stato ed è interessato dal fenomeno. Prima di analizzare la situazione nel nostro piccolo paese, è importante fare luce sui sistemi di accoglienza attualmente predisposti dal Governo centrale.

CAS e SPRAR. Le strutture di accoglienza dei migranti

Un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) nasce per far fronte alla mancanza di posti nelle strutture naturalmente preposte all’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati. Si tratta di strutture ricettive avallate dalle prefetture, in convenzione con associazioni, cooperative, servizi alberghieri. Sono stati definiti straordinari in quanto si dovrebbe trattare di strumenti di natura temporanea e dediti a gestire la sola emergenza. Purtroppo, da quello che doveva essere un mezzo di supporto, i CAS sono di fatto divenuti il cardine dell’accoglienza. Perché?

Nei Centri di Accoglienza Straordinaria, per ogni ospite, la Prefettura riconosce dei soldi ai gestori della struttura. Si parte di un tot a persona (35 euro al giorno o giù di lì), con possibilità di incrementare la quota a seconda del capitolato dei lavori. In questa configurazione, è facile che qualche furbetto possa approfittarne intascando i soldi ed erogando servizi al limite dell’umano, con condizioni di disagio gravissime (vedi ad esempio reportage de “l’Espresso” nel centro di Borgo Mezzanone). Ogni CAS si organizza in modo diverso dall’altro, non esiste un protocollo comune nei livelli di assistenza e, per legge, il controllo è affidato alle Prefetture. Spesso la rendicontazione delle spese è inesistente, così come la progettualità, in molti casi si configurano come ambienti nei quali i migranti restano “parcheggiati” per mesi o addirittura anni. Esistono, ovviamente, delle eccezioni, non si vuole certo fare di tutta l’erba un fascio.

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) è la seconda forma di accoglienza, è stato definito sistema di seconda accoglienza. Uno SPRAR è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’asilo (FNPSA).
I servizi offerti dallo SPRAR completano l’accoglienza con prestazioni volte all’inserimento socio-economico degli ospiti: l’immigrato riceve l’adeguato supporto per permettergli, ad esempio, di individuare potenziali sbocchi professionali, così da garantirsi un eventuale inserimento nella società. Non si tratta quindi di una struttura dedita alla sola garanzia di vitto e alloggio, così come invece spesso accade per molti CAS. Lo SPRAR, di fatto, permette ai Comuni di gestire e non subire passivamente il fenomeno dell’immigrazione.

Alla rete dello SPRAR i comuni italiani aderiscono volontariamente, NON possono accedervi associazioni o privati se non per tramite del Comune stesso in seguito a una manifestazione d’interesse. Il Comune avanza la richiesta di accesso al fondo formulando un progetto; se la commissione ministeriale riterrà il progetto meritevole, lo stesso sarà finanziato con il trasferimento al comune della somma necessaria al suo espletamento (95% del costo del progetto), l’Ente beneficiario potrà così indire una gara d’appalto per l’affidamento della gestione del centro.

Le domande inerenti nuovi progetti possono essere presentate con continuità (vedi decreto 10/08/2016 – Gazzetta Ufficiale 28/08/2016 – Modalità di accesso e Linee guida per lo SPRAR)

  • quelle pervenute entro ogni 31 marzo saranno valutate entro il successivo 1 luglio
  • quelle pervenute entro ogni 30 settembre saranno valutate entro il successivo 1 gennaio

I comuni i cui progetti saranno ritenuti idonei (qui la lista di tutti i progetti territoriali ad oggi attivati dai comuni richiedenti), saranno tenuti a predisporre un piano finanziario con tutte le voci di costo: dai ticket dei trasporti, agli abiti, per finire a ogni tipo di servizio erogato agli ospiti, così come gli “stipendi” delle persone che lavorano all’interno del centro (la cui “assunzione” è legata a parametri che ne attestino le reali capacità e attinenze). Massima trasparenza quindi.
Esempi di progetti attivati sono le “borse lavoro” che consentono di far apprendere all’ospite specifiche abilità professionali, progetti multidisciplinari, corsi per l’apprendimento della lingua italiana, tirocini formativi, rapporti con le Pubbliche Amministrazioni etc. Qui puoi dare un’occhiata al Rapporto Annuale SPRAR 2016 pubblicato dal Ministero degli Interni.

Ma qual è la situazione italiana oggi? Secondo i dati del Viminale, a inizio 2017, i centri di Servizio centrale SPRAR (sistema con maggiore garanzie di trasparenza) ospitavano 23mila migranti a fronte dei 137mila presenti nei CAS. Un dato sul quale ragionare molto e che manifesta chiaramente come a qualcuno convenga gestire il “fenomeno CAS”.

SPRAR, maggiore tutela per i Comuni

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha stipulato un accordo con il Governo che prevede una “clausola di salvaguardia” per i Comuni che aderiscono alla rete SPRAR o che hanno manifestato la volontà di aderirvi: il Governo si impegna a garantire il rispetto della quota di 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti, inoltre, si fa garante della NON apertura di altri centri CAS nello specifico comune richiedente.

Cosa succede nel comune di Carolei

Da qualche tempo anche Carolei ospita un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) gestito dalla Caritas e ubicato alle porte del paese presso l’Istituto San Luigi Gonzaga. Da qualche giorno ha preso vita un secondo centro CAS, gestito dall’A.S.D. Football Team Denis Bergamini, sito nel centro storico di Carolei. Questa nuova struttura ospita 19 migranti.

In una nota del 22 luglio 2017, pubblicata su un quotidiano locale (vedi Fig 1.), l’attuale sindaco di Carolei, dott. Francesco Iannucci, pone l’accento sulla decisone presa dalla Prefettura di Cosenza di collocare sul territorio di Carolei un secondo CAS gestito dalla suddetta associazione sportiva. L’articolista riporta che Iannucci non ha potuto fare altro “che prendere atto della decisione prefettizia ed accettare passivamente tale decisione”. Secondo Iannucci, il Comune da egli rappresentato non ha potuto ricorrere allo strumento SPRAR poiché “la precedente Amministrazione comunale avrebbe dovuto presentare la domanda entro il 31 marzo 2017”. Non facendolo – spiega Iannucci – “il comune di Carolei non è stato inserito nel progetto SPRAR”

Fig 1. L’articolo che riprende una nota del dott. Iannucci, sindaco di Carolei.

Lo stesso articolo è stato anche ripreso sulla pagina Facebook del Movimento Rinascita per Carolei, la compagine che ha portato Iannucci alla vittoria delle tornate elettorali dello scorso 11 giugno 2017:

Nel post Facebook vengono pubblicamente fatti i complimenti al comune di Domanico (limitrofo a Carolei) per aver presentato il progetto SPRAR nei tempi stabiliti. Inoltre, sempre nel medesimo post, il gruppo Rinascita si chiede come mai la vecchia Amministrazione Greco non presentò il progetto, insinuando un possibile accordo con qualche associazione o affini propensi all’apertura di un nuovo CAS.

La risposta del Gruppo consiliare di opposizione arriva sulla pagina Facebook del gruppo. L’ex sindaco Greco e i suoi consiglieri puntualizzano, documenti alla mano, come “L’attivazione della Clausola di Salvaguardia – che consente ai comuni, quindi ai sindaci, di opporsi all’apertura indiscriminata di nuovi CAS – e l’adesione al progetto SPRAR è stata inviata dall’Amministrazione Greco, oltre che alla Prefettura, anche agli Enti di competenza (ANCI e Sistema Centrale) il 17/02/2017”.

 

Fig 3a e 3b. La richiesta di adesione al progetto SPRAR inviata dall’Amministrazione Greco ad ANCI, Prefettura e Sistema Centrale (a) e una delle conferme di ricezione da parte del Ministero. Sulla pagina Facebook del gruppo Consiliare di minoranza è possibile reperire le medesime comunicazioni effettuate agli altri enti.

Sempre dal post del gruppo di minoranza: “La scadenza del 31 marzo, indicata nell’articolo pubblicato in data odierna (ndr ci si riferisce all’articolo di Iannucci, vedi Fig 1.), non si riferisce ai termini di presentazione del progetto (che può essere avanzato, con continuità, in qualsiasi momento) bensì ai termini di valutazione dello stesso (stabiliti nelle date del 31 marzo e 30 settembre), come pubblicato a chiare lettere sul sito ufficiale dello SPRAR… Il comune di Domanico ha intrapreso le stesse procedure già avviate dall’Amministrazione Greco e non ci risulta, ad oggi, che sia stato autorizzato ancora alcun progetto SPRAR (come risulta dalle graduatorie dei progetti ammessi all’assegnazione del finanziamento pubblicate dal Ministero dell’Interno il 05/07/2017).”

Il Gruppo consiliare di opposizione capeggiato da Greco chiede: “… dato che la clausola di salvaguardia era stata attivata, e la procedura burocratica per il progetto SPRAR era stata già avviata, come mai si lamenta il fatto che non ci fossero strumenti idonei per affrontare la situazione? Sarebbe bastato proseguire il percorso che l’amministrazione Greco aveva già tracciato…” e, così come insinuato dal Movimenti rinascita, anche il Gruppo di opposizione si chiede se la decisione di non voler presentare un progetto SPRAR da parte dell’Amministrazione Iannucci sia in qualche modo dovuta al voler favorire qualche associazione vicina al gruppo.

Alla luce dei fatti…

Sul modus operandi inerente la presentazione di un progetto SPRAR, il Ministero è abbastanza chiaro: “Le domande inerenti nuovi progetti possono essere presentate con continuità (vedi decreto 10/08/2016 – Gazzetta Ufficiale 28/08/2016 – Modalità di accesso e Linee guida per lo SPRAR)

  • quelle pervenute entro ogni 31 marzo saranno valutate entro il successivo 1 luglio
  • quelle pervenute entro ogni 30 settembre saranno valutate entro il successivo 1 gennaio”

Il termine del 31 marzo 2017, indicato da Iannucci (vedi Fig 1.) come data ultima di presentazione del progetto (che avrebbe dovuto presentare l’Amministrazione Greco) è palesemente errato. Il 31 marzo e il 30 settembre sono le date in cui vengono valutate le domande giunte al Ministero, non le date ultime per la presentazione del progetto che, è utile ripeterlo, può essere presentato dal Comune in continuità (in qualunque momento).

La presentazione della domanda, quindi, poteva essere avanzata anche dall’Amministrazione Iannucci insediatasi nel mese di giugno 2017. L’ente comunale guidato in precedenza da Greco aveva già manifestato la volontà di aderire al servizio in data 17 febbraio 2017 (vedi Fig. 3); per l’Amministrazione Iannucci bastava quindi dare seguito alla domanda presentando, ad esempio, un progetto entro il 30 settembre per avere una valutazione dello stesso entro il 1° gennaio 2017, oppure slittare ulteriormente la data di presentazione e attendere la valutazione del 31 marzo; vista l’esistenza di una clausola di salvaguardia, avrebbe potuto anche opporsi all’apertura di un nuovo CAS. Infatti, la direttiva del Ministero dell’Interno, datata 11 ottobre 2016, e inviata a tutte le Prefetture d’Italia (puoi leggerla qui e trovarne un estratto in Fig 4.), relativa alle regole per l’avvio di uno SPRAR, come già sopra spiegato, prevede una “Clausola di Salvaguardia” che rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” (CAS) quei Comuni che appartengono alla rete SPRAR o che hanno manifestato la volontà di aderirvi, volontà espressa dalla giunta Greco in data 17 febbraio 2017 prot. n. 945 (vedi Fig. 3)

Fig 4. La clausola di salvaguardia “protegge” i comuni dall’apertura di nuovi CAS, basta manifestare formalmente la volontà di aderirvi, così come fatto dall’Amministrazione Greco in data 17 febbraio 2017 (vedi Fig 3.)

Come mai il sindaco Iannucci: ha dovuto “accettare passivamente la decisione della Prefettura”? Non si poteva far presente al Prefetto dell’esistenza della clausola di salvaguardia, richiamando la direttiva del Ministro dell’Interno? E se anche il Prefetto avesse “preteso” l’apertura del CAS, non si poteva coinvolgere l’ANCI – ed evitare l’apertura del centro – così come ad esempio fatto dal Comune di Forlì del Sannio? (Lettera rivolta all’ANCI Molise con Protocollo n.1155 del 27 marzo 2017).

Non opponendosi all’apertura del nuovo CAS gestito dalla ASD Bergamini, la Giunta Iannucci ha di fatto rinnegato la clausola di salvaguardia, il che darà modo ad altre associazioni o affini di richiedere l’apertura di altri CAS sull’intero territorio comunale.
E se anche domani l’Amministrazione Iannucci riuscisse ad avviare un progetto SPRAR, rimarrebbe comunque difficile giustificare il fatto di non essere inizialmente ricorsa alla clausola di salvaguardia, dando di fatto il via libera all’ASD Bergamini all’apertura di un nuovo centro…

Lo SPRAR del Comune di Domanico

Sulla pagina Facebook del Movimento Rinascita per Carolei, viene asserito: “Complimenti invece al comune di Domanico che ha presentato il progetto SPRAR nei tempi stabiliti dal decreto Minniti”. Come mai tra i progetti territoriali presentati (leggi qui) il Comune di Domanico non appare?

Fig 5. Un estratto, in ordine alfabetico, dei progetti territoriali finanziati dal Ministero: http://www.sprar.it/progetti-territoriali. Alla data del 31 luglio 2017 il comune di Domanico non appare tra i comuni beneficiari. Il documento di Fig 6. attesta il contrario, è evidente che il sito in oggetto non risulta essere aggiornato.

In occasione del Consiglio Comunale, tenutosi a Carolei il 31 luglio 2017, il Sindaco, dott. Francesco Iannucci, mi ha gentilmente fornito un documento (vedi Fig 6a e Fig6b.) inerente la comunicazione da parte del Ministero dell’Interno – Dipartimento per la Libertà Civili e l’Immigrazione, che attesta l’ammissione “al riparto del Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo di codesto Ente Locale (PROG. N 1052) (ndr Comune di Domanico).

È evidente che il sito istituzionale del Ministero, fonte citata nell’articolo, non è ad oggi aggiornato con l’inclusione del Comune di Domanico tra gli Enti ammessi al finanziamento del progetto.

Fig 6a. Il documento del Ministero dell’Interno – Dipartimento per la Libertà Civili e l’Immigrazione che attesta l’ammissione del Comune di Domanico al riparto dei fondi nazionali per l’apertura di un centro SPRAR.
Fig 6b. La graduatoria dei fondi FNPSA del Ministero degli Interni. Periodo di riferimento: 16/11/2016 – 31/03/2017 – Al 82° posto compare il Comune di Domanico

Si ringrazia il Sindaco Iannucci per aver fornito la documentazione utile al chiarimento di questo punto.

Mind the gap…

Gianfranco Forlino