Gli interventi tecnici

Ben formulati, di chiara e ampia visione gli interventi tecnici pianificati dall’Associazione IXIA. L’intervento dell’architetto Gagliardi, già vice-sindaco del nostro comune, fa notare agli astanti come l’argomento Area Urbana a sud, a distanza di diversi anni, rimanga comunque sempre attuale. Secondo Gagliardi è necessario individuare soluzioni e strategie utili a stimolare la riflessione sulla condizione dei territori limitrofi all’area urbana di Cosenza, evidenziando le opportunità, anche finanziarie, che l’Agenda Urbana offre alle amministrazioni; si tratta di opportunità che se ben strutturate e con il coinvolgimento di tutti i comuni, possono essere definitivamente risolutive per un futuro sviluppo. L’assenza di una programmazione dell’intera area ha comportato una concentrazione lungo l’asse sud-nord con un fenomeno di gravitazione degli altri comuni limitrofi verso quest’asse, un sistema radiale che concentra flussi di mobilità da e verso il comune capoluogo, spiega Gagliardi.

Il prof. Schiumerini ha rivelato qualche dato demografico molto interessante, fornendo una lettura non solo geografica. “Il territorio dell’area che interessa i comuni della corona a sud di Cosenza presenta caratteri di omogeneità per aspetti morfologici e geolitologici. Osservando da nord verso sud il paesaggio emerge la disposizione dei versanti che dal Monte Cocuzzo si congiungono alla pianura del Crati, dove si sviluppa Cosenza, attraverso una serie di colline e pianori su cui si sono sviluppati nel corso della storia i comuni interessati allo studio. Queste caratteristiche di omogeneità rendono il territorio fragile da un punto di vista idrogeologico a causa della diversa consistenza dei depositi e delle rocce che da milioni di anni costituiscono il substrato su cui si sono sviluppate nel tempo le popolazioni dell’area.

Fig. 1 - L'intervento del prof. Giuseppe Schiumerini.

Dal punto di vista della popolazione che vive oggi nei sei Comuni della corona a sud di Cosenza emergono dei dati di omogeneità, non tanto nella distribuzione nello spazio, quanto nella loro evoluzione nel tempo. Riguardo alle caratteristiche delle età delle fasce di popolazione emerge anche qui un dato omogeneo. Circa il 67% della  popolazione residente dei comuni della corona a sud di Cosenza si concentra in una fascia di età compresa tra i 14 ed i 65. Questo evidenzia la forte potenzialità dell’area al pendolarismo verso Cosenza sia per motivi di studio  e di lavoro, oltre che fascia di potenziali clienti per le attività economiche dell’area Cosenza-Rende per via della relativamente breve distanza dal centro economico e commerciale dell’area urbana Le caratteristiche del territorio e della popolazione - conclude Schiumerini - lasciano pensare che le potenzialità e le difficoltà che si presentano nella gestione dell’area per il benessere e lo sviluppo possono essere affrontate insieme dalla politica fatte le salve le peculiarità che ciascuna realtà rappresenta per cultura, storia e tradizioni.”

Il dott. Zasa, componente della Giunta Camerale di Cosenza, ha focalizzato l’attenzione su uno degli aspetti dell’Area Urbana: le attività produttive. In merito Zasa ha divulgato qualche interessantissimo dato utile a capire l’importanza di fare rete. In Calabria sono dislocate 68.282 imprese (dato del 2017), di queste 427 sono dislocate su Mendicino, 224 su Dipignano, 191 su Carolei e 158 su Cerisano, un totale di  1000 imprese (5 imprese ogni 1000 abitanti) con un impiego di 1945 addetti; delle 1000 imprese, 172 appartengono al settore del commercio all’ingrosso, 82 all’impresa della ristorazione, 102 al settore agricolo e 241 di quelle dedite all’artigianato di cui ben 100 dislocate su Mendicino. Secondo Zasa, il nostro territorio offre ottime eccellenze di prodotti e professionalità, purtroppo manca una organica e strutturata promozione del territorio in quanto tale, un modus operandi consolidato e certificato da altre realtà territoriali che hanno saputo farne volano per un concreto sviluppo locale.

L’intervento dei sindaci

L' ing. Antonio Palermo, sindaco di Mendicino, pone l’attenzione sulla necessità per i comuni limitrofi a Cosenza di investire sui borghi e non sull’urbanizzazione, riscoprire la bellezza della natura e dire no alla cementificazione selvaggia. “Dobbiamo evitare che i nostri piccoli comuni diventino periferia delle periferie di Cosenza. Ogni territorio ha le proprie peculiarità, dobbiamo investire su queste senza lasciarci condizionare da quanto si fa nel centro urbano. Non bisogna costruire ma riqualificare, mantenendo una propria identità!” spiega Palermo che lancia anche una sua proposta: costituire una sorta di comune unico, la "città di Pandosia".

L’avv. Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano, dichiara il suo diniego a ogni forma di unione dei Comuni intesa quale fusione, “è un’alchimia che va di moda in Calabria, non si deve partire dall’annientamento delle comunità con le loro sensibilità e patrimonio storico, non bisogna svendere o mercificare il proprio territorio, bensì creare un confronto con i comuni viciniori, ricostruendo un’identità, educando i cittadini a credere più in sé stessi, investendo nel proprio territorio, ritornando alle proprie tipicità”. Il sindaco si è dimostrato felice di poter collaborare con le altre amministrazioni, le realtà produttive dei vari territori e le associazioni territoriali, cosicché poter aprire un dialogo costruttivo.

Per il prof. Giuseppe Nicoletti, sindaco di Dipignano, le attività dell’associazionismo non sono molto apprezzate al sud, cosa che invece avviene sistematicamente nelle aree del nord. “La democrazia occidentale è in crisi, la disaffezione alla politica aumenta, è necessario riformare le istituzioni, recuperando la politica nel suo significato più nobile, risanando così anche la democrazia”. Anche Nicoletti sottolinea l’importanza, anche delle istituzioni di fare rete, cercando soluzioni alle mancanze del Governo centrale; operazioni queste non nuove alla politica, basti pensare agli ospedali di prossimità realizzati in alcuni contesti territoriali e frutto dell’unione di più comuni limitrofi l’area più urbanizzata, o a tante altre iniziative mosse dalle comunità residenti che di fatto hanno fornito soluzioni ai cittadini senza necessariamente modificare lo stato giuridico attuale delle amministrazioni.

Fig. 2 - L'intervento del prof. Giuseppe Nicoletti, sindaco di Dipignano.

Il sindaco di Domanico, l’arch. Gianfranco Segreti Bruno, lodando l’iniziativa dell'Associazione promotrice del convegno, ha inviato i sindaci presenti a fare rete, condividendo problemi e programmi. “Il mio comune – denuncia Segreti – purtroppo vive grazie ai finanziamenti che riceve e a cui attingiamo per forza di cose, non abbiamo la forza per realizzare tutte le nostre idee”. È necessario confrontarci in modo puntuale - spiega il sindaco Segreti Bruno - così da creare un patto importante che dia forza ai singoli territori delle Serre Cosentine, un'unica forte voce che possa essere ascoltata da chi oggi la fa da padrone.

Il primo cittadino di Carolei, dr. Francesco Iannucci, conclude gli interventi dei sindaci presenti alla manifestazione sottolineando come l’iniziativa sposi appieno la sua linea politica, tant’è che si è reso promotore di un tavolo di discussione volto a dar vita a un progetto di servizi associati tra i vari comuni delle Serre Cosentine. Iannucci, si dichiara contrario alla fusione dei piccoli enti, accorpamento che non può di certo paragonarsi a quello già avvenuto su altri territori, vedi Corigliano-Rossano, i cui interessi sono ben diversi dai nostri, commenta Iannucci. Ogni nostro piccolo comune conserva un proprio patrimonio, una propria identità da preservare. Il primo cittadino sottolinea come già i programmi politici dal 1980 parlavano di rafforzare i servizi territoriali e dello sviluppo a sud. Ai nostri microfoni Iannucci ha espresso molta amarezza per il paventato e mai attuato intervento politico: “l’argomento Area Urbana a sud è stato oggetto di programmi politici delle diverse amministrazioni provinciali, anche di quella attualmente guidata da Iacucci, basta dare un’occhiata al programma esposto sul sito ufficiale della Provincia, negli anni si è finanche fatta avanti l’ipotesi di un’uscita autostradale a Sud; anche Agenda Calabria prevede 198milioni di euro da destinare a interventi mirati, in realtà, ad oggi, nessun comune è stato interpellato, né ho avuto risposta alle email che ho personalmente inviato al Presidente della Regione e volte ad avere maggiori informazioni, magari si inizierà a fare qualcosa in prossimità delle prossime elezioni regionali… Un ottimo progetto di Area Urbana – continua Iannucci – è stato presentato dalla Regione Veneto, soprattutto per quanto riguarda la zona vicentina; gli esperti, a fronte di oculati studi che hanno interessato tutti i territori interessati, sono riusciti a firmare un buon protocollo d’intesa… in Calabria, purtroppo, siamo ancora agli albori”.

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L’Associazione Progetto IXIA riunisce i sindaci delle Serre Cosentine. Si parla di area urbana a sud

Giorno 27 ottobre abbiamo partecipato alla manifestazione Area urbana a sud e sviluppo integrato del territorio, evento ben organizzato dall’associazione Progetto IXIA e tenutosi presso la sala convegni del centro AIAS di Vadue. 

 

Così come spiegato dall’Ing. Francesco Perri, impeccabile moderatore della manifestazione, l’incontro è nato “come invito alla politica locale per cercare di elaborare insieme una programmazione in grado di strutturare a livello sovracomunale il territorio, cosicché regolare il fenomeno Area Urbana e promuovere lo sviluppo nel rispetto di ogni entità locale”. Il cittadino – sottolinea Perri – spesso vive in strutture avulse, in “contenitori privi di contenuti”, nonché difficilmente accessibili. L’Area urbana c’è, esiste, ma spesso è slegata dalle reali necessità del cittadino. Assistiamo oggi a vero svuotamento delle zone periferiche, un processo che da qualche anno è sempre più marcato, con una congestione delle zone urbane più urbanizzate e ricche di servizi, un processo che lede in primis i patrimoni storici e culturali di ogni singola realtà. È pertanto necessario intervenire quanto prima per porre un freno e cercare di sovvertire questa pericolosa tendenza.

Il tema non è nuovo al nostro territorio, ci piace ricordare come qualche anno fa, un nostro concittadino, Luca Antonio Belmonte, si batté molto per sollevare il “problema”, facendo registrare diversi interventi sulla stampa locale e organizzando molteplici manifestazioni, tra le tante ricordiamo il convegno sulla pianificazione territoriale – a cui partecipammo – tenutosi proprio sul nostro territorio (Parco Storico di Vadue). Sarebbe stato interessante coinvolgere Belmonte nel convegno, avrebbe sicuramente fornito un ulteriore interessante contributo alla discussione; per cercare di essere il più possibile esaustivi, lo contatteremo per raccogliere e condividere anche un suo parere.

Gli interventi tecnici

Ben formulati, di chiara e ampia visione gli interventi tecnici pianificati dall’Associazione IXIA. L’intervento dell’architetto Gagliardi, già vice-sindaco del nostro comune, fa notare agli astanti come l’argomento Area Urbana a sud, a distanza di diversi anni, rimanga comunque sempre attuale. Secondo Gagliardi è necessario individuare soluzioni e strategie utili a stimolare la riflessione sulla condizione dei territori limitrofi all’area urbana di Cosenza, evidenziando le opportunità, anche finanziarie, che l’Agenda Urbana offre alle amministrazioni; si tratta di opportunità che se ben strutturate e con il coinvolgimento di tutti i comuni, possono essere definitivamente risolutive per un futuro sviluppo. L’assenza di una programmazione dell’intera area ha comportato una concentrazione lungo l’asse sud-nord con un fenomeno di gravitazione degli altri comuni limitrofi verso quest’asse, un sistema radiale che concentra flussi di mobilità da e verso il comune capoluogo, spiega Gagliardi.

Il prof. Schiumerini ha rivelato qualche dato demografico molto interessante, fornendo una lettura non solo geografica. “Il territorio dell’area che interessa i comuni della corona a sud di Cosenza presenta caratteri di omogeneità per aspetti morfologici e geolitologici. Osservando da nord verso sud il paesaggio emerge la disposizione dei versanti che dal Monte Cocuzzo si congiungono alla pianura del Crati, dove si sviluppa Cosenza, attraverso una serie di colline e pianori su cui si sono sviluppati nel corso della storia i comuni interessati allo studio. Queste caratteristiche di omogeneità rendono il territorio fragile da un punto di vista idrogeologico a causa della diversa consistenza dei depositi e delle rocce che da milioni di anni costituiscono il substrato su cui si sono sviluppate nel tempo le popolazioni dell’area.

Fig. 1 – L’intervento del prof. Giuseppe Schiumerini.

Dal punto di vista della popolazione che vive oggi nei sei Comuni della corona a sud di Cosenza emergono dei dati di omogeneità, non tanto nella distribuzione nello spazio, quanto nella loro evoluzione nel tempo. Riguardo alle caratteristiche delle età delle fasce di popolazione emerge anche qui un dato omogeneo. Circa il 67% della  popolazione residente dei comuni della corona a sud di Cosenza si concentra in una fascia di età compresa tra i 14 ed i 65. Questo evidenzia la forte potenzialità dell’area al pendolarismo verso Cosenza sia per motivi di studio  e di lavoro, oltre che fascia di potenziali clienti per le attività economiche dell’area Cosenza-Rende per via della relativamente breve distanza dal centro economico e commerciale dell’area urbana Le caratteristiche del territorio e della popolazione – conclude Schiumerini – lasciano pensare che le potenzialità e le difficoltà che si presentano nella gestione dell’area per il benessere e lo sviluppo possono essere affrontate insieme dalla politica fatte le salve le peculiarità che ciascuna realtà rappresenta per cultura, storia e tradizioni.”

Il dott. Zasa, componente della Giunta Camerale di Cosenza, ha focalizzato l’attenzione su uno degli aspetti dell’Area Urbana: le attività produttive. In merito Zasa ha divulgato qualche interessantissimo dato utile a capire l’importanza di fare rete. In Calabria sono dislocate 68.282 imprese (dato del 2017), di queste 427 sono dislocate su Mendicino, 224 su Dipignano, 191 su Carolei e 158 su Cerisano, un totale di  1000 imprese (5 imprese ogni 1000 abitanti) con un impiego di 1945 addetti; delle 1000 imprese, 172 appartengono al settore del commercio all’ingrosso, 82 all’impresa della ristorazione, 102 al settore agricolo e 241 di quelle dedite all’artigianato di cui ben 100 dislocate su Mendicino. Secondo Zasa, il nostro territorio offre ottime eccellenze di prodotti e professionalità, purtroppo manca una organica e strutturata promozione del territorio in quanto tale, un modus operandi consolidato e certificato da altre realtà territoriali che hanno saputo farne volano per un concreto sviluppo locale.

L’intervento dei sindaci

L’ ing. Antonio Palermo, sindaco di Mendicino, pone l’attenzione sulla necessità per i comuni limitrofi a Cosenza di investire sui borghi e non sull’urbanizzazione, riscoprire la bellezza della natura e dire no alla cementificazione selvaggia. “Dobbiamo evitare che i nostri piccoli comuni diventino periferia delle periferie di Cosenza. Ogni territorio ha le proprie peculiarità, dobbiamo investire su queste senza lasciarci condizionare da quanto si fa nel centro urbano. Non bisogna costruire ma riqualificare, mantenendo una propria identità!” spiega Palermo che lancia anche una sua proposta: costituire una sorta di comune unico, la “città di Pandosia”.

L’avv. Lucio Di Gioia, sindaco di Cerisano, dichiara il suo diniego a ogni forma di unione dei Comuni intesa quale fusione, “è un’alchimia che va di moda in Calabria, non si deve partire dall’annientamento delle comunità con le loro sensibilità e patrimonio storico, non bisogna svendere o mercificare il proprio territorio, bensì creare un confronto con i comuni viciniori, ricostruendo un’identità, educando i cittadini a credere più in sé stessi, investendo nel proprio territorio, ritornando alle proprie tipicità”. Il sindaco si è dimostrato felice di poter collaborare con le altre amministrazioni, le realtà produttive dei vari territori e le associazioni territoriali, cosicché poter aprire un dialogo costruttivo.

Per il prof. Giuseppe Nicoletti, sindaco di Dipignano, le attività dell’associazionismo non sono molto apprezzate al sud, cosa che invece avviene sistematicamente nelle aree del nord. “La democrazia occidentale è in crisi, la disaffezione alla politica aumenta, è necessario riformare le istituzioni, recuperando la politica nel suo significato più nobile, risanando così anche la democrazia”. Anche Nicoletti sottolinea l’importanza, anche delle istituzioni di fare rete, cercando soluzioni alle mancanze del Governo centrale; operazioni queste non nuove alla politica, basti pensare agli ospedali di prossimità realizzati in alcuni contesti territoriali e frutto dell’unione di più comuni limitrofi l’area più urbanizzata, o a tante altre iniziative mosse dalle comunità residenti che di fatto hanno fornito soluzioni ai cittadini senza necessariamente modificare lo stato giuridico attuale delle amministrazioni.

Fig. 2 – L’intervento del prof. Giuseppe Nicoletti, sindaco di Dipignano.

Il sindaco di Domanico, l’arch. Gianfranco Segreti Bruno, lodando l’iniziativa dell’Associazione promotrice del convegno, ha inviato i sindaci presenti a fare rete, condividendo problemi e programmi. “Il mio comune – denuncia Segreti – purtroppo vive grazie ai finanziamenti che riceve e a cui attingiamo per forza di cose, non abbiamo la forza per realizzare tutte le nostre idee”. È necessario confrontarci in modo puntuale – spiega il sindaco Segreti Bruno – così da creare un patto importante che dia forza ai singoli territori delle Serre Cosentine, un’unica forte voce che possa essere ascoltata da chi oggi la fa da padrone.

Il primo cittadino di Carolei, dr. Francesco Iannucci, conclude gli interventi dei sindaci presenti alla manifestazione sottolineando come l’iniziativa sposi appieno la sua linea politica, tant’è che si è reso promotore di un tavolo di discussione volto a dar vita a un progetto di servizi associati tra i vari comuni delle Serre Cosentine. Iannucci, si dichiara contrario alla fusione dei piccoli enti, accorpamento che non può di certo paragonarsi a quello già avvenuto su altri territori, vedi Corigliano-Rossano, i cui interessi sono ben diversi dai nostri, commenta Iannucci. Ogni nostro piccolo comune conserva un proprio patrimonio, una propria identità da preservare. Il primo cittadino sottolinea come già i programmi politici dal 1980 parlavano di rafforzare i servizi territoriali e dello sviluppo a sud. Ai nostri microfoni Iannucci ha espresso molta amarezza per il paventato e mai attuato intervento politico: “l’argomento Area Urbana a sud è stato oggetto di programmi politici delle diverse amministrazioni provinciali, anche di quella attualmente guidata da Iacucci, basta dare un’occhiata al programma esposto sul sito ufficiale della Provincia, negli anni si è finanche fatta avanti l’ipotesi di un’uscita autostradale a Sud; anche Agenda Calabria prevede 198milioni di euro da destinare a interventi mirati, in realtà, ad oggi, nessun comune è stato interpellato, né ho avuto risposta alle email che ho personalmente inviato al Presidente della Regione e volte ad avere maggiori informazioni, magari si inizierà a fare qualcosa in prossimità delle prossime elezioni regionali… Un ottimo progetto di Area Urbana – continua Iannucci – è stato presentato dalla Regione Veneto, soprattutto per quanto riguarda la zona vicentina; gli esperti, a fronte di oculati studi che hanno interessato tutti i territori interessati, sono riusciti a firmare un buon protocollo d’intesa… in Calabria, purtroppo, siamo ancora agli albori”.