Mandato oggi ricevuto dal nuovo parroco della Parrocchia San Luca Evangelista di Vadue (Carolei), don Vittorio Serra, durante la celebrazione domenicale presieduta dall’Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza Bisignano, Mons. Francesco Nolè e preceduta dai saluti di rappresentanze civili. Don Vittorio sostituirà don Franco Iaconetti che per cinque anni ha guidato la Parrocchia e che sarà impegnato per un progetto con i giovani della Parrocchia Santa Famiglia di Andreotta di Castrolibero.  

Le Parole dell’omelia

Servizio e perdono. Parole di fraterno monito stamattina quelle del Pastore della chiesa cosentino- bisignanese che ha parlato di servizio e non di potere, quello dei laici; di amore e di valore della sofferenza; di perdono, come evocato anche dalla Liturgia della Parola di questa domenica: soli veicoli di vera comunione di una Chiesa oggi più che mai chiamata in strada a fronteggiare le nuove povertà, giustamente richiamate dal Padre Arcivescovo stesso parlando della solitudine come “peggiore della malattia”.

Mons. Francesco Nolè durante l'omelia

  Anziani, giovani, famiglie, malati, immigrati nel pensiero di Nolè e in quello del Sindaco, nel suo saluto a don Vittorio prima della celebrazione eucaristica seguito da quello del presidente dell’Azione cattolica che ha presentato pubblicamente al nuovo parroco i vari gruppi e attività parrocchiali. Il Sindaco, presente insieme ad alcuni componenti della Giunta comunale e al rappresentante delle forze dell'ordine locali, ha assicurato collaborazione e vicinanza al nuovo parroco per le necessità sociali del territorio. Il saluto a mons. Nolè e don Vittorio Serra (al centro della foto) da parte del sindaco e di Gaetano De Luca (presidente dell'Azione Cattolica) a nome di tutta la comunità parrocchiale.   Quasi un evocare, quello di stamattina, quella “Chiesa del grembiule” tanto amata da un altro compianto e amatissimo vescovo, di Molfetta negli anni '90 per tutti rimasto Don Tonino Bello: la chiesa, luogo (non solo fisico) dove non trovano posto i rancori ed i personalismi (talvolta mascherati a se stessi e agli altri) spesso veri motori dell’agire. Figliolanza. Ha parlato di figliolanza mons.Nolè, di quello stato di sicurezza che diventa comportamento da “figli amati”. Respiro collettivo (ed individuale), si potrebbe dire, quello del cristiano “mandato” verso l’esterno ma vigile al suo interno per lavorare su coscienza e azione cristallini, da creatura grata e perciò al servizio.  

Aperitivo di benvenuto

Dopo la celebrazione eucaristica fedeli e autorità hanno festeggiato il nuovo parroco con un aperitivo di benvenuto nel salone parrocchiale.

 

La strada che si apre

Finita la festa e il “rendere” grazie (significato di eucarestia) inizia ora il vero lavoro, nel silenzioso ordinario, nelle pieghe di quel “missa est” (cioè finita la messa il compito è di “andare”) che alla fine di ogni celebrazione eucaristica “catapulta” (o così dovrebbe essere) ogni fedele fuori dalla Chiesa, al suo dovere di comunione “dalla sacrestia alla strada”, per così dire. Forse compito più difficile per un parroco oggi (facile “riempire le salette”), nel tempo della “società liquida”, è quello di essere guida di una comunità ecclesiale ma anche parte collaborativa e corresponsabile di una comunità educante per la costruzione condivisa di schegge significative di futuro. L’Arcivescovo infatti, parlando di collaborazione con le altre “forze” presenti sul territorio, ha esortato ad essere portatori sani di vero bene comune. Ognuno può sentirsi convocato, quindi, a diventare pane spezzato per la collettività (detto in “gergo clericale”); anche se la comunità è giovane, piccola, ancora con tanta strada da fare e crescita da produrre, ma non per questo meno motivata a ri-partire sulla strada che si apre, hic et nunc (qui ed ora) !   Paola Perri
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Parrocchia (ancora) in festa a Vadue: insediamento del nuovo parroco a San Luca

Mandato oggi ricevuto dal nuovo parroco della Parrocchia San Luca Evangelista di Vadue (Carolei), don Vittorio Serra, durante la celebrazione domenicale presieduta dall’Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza Bisignano, Mons. Francesco Nolè e preceduta dai saluti di rappresentanze civili.
Don Vittorio sostituirà don Franco Iaconetti che per cinque anni ha guidato la Parrocchia e che sarà impegnato per un progetto con i giovani della Parrocchia Santa Famiglia di Andreotta di Castrolibero.

 

Le Parole dell’omelia

Servizio e perdono. Parole di fraterno monito stamattina quelle del Pastore della chiesa cosentino- bisignanese che ha parlato di servizio e non di potere, quello dei laici; di amore e di valore della sofferenza; di perdono, come evocato anche dalla Liturgia della Parola di questa domenica: soli veicoli di vera comunione di una Chiesa oggi più che mai chiamata in strada a fronteggiare le nuove povertà, giustamente richiamate dal Padre Arcivescovo stesso parlando della solitudine come “peggiore della malattia”.

Mons. Francesco Nolè durante l’omelia

 

Anziani, giovani, famiglie, malati, immigrati nel pensiero di Nolè e in quello del Sindaco, nel suo saluto a don Vittorio prima della celebrazione eucaristica seguito da quello del presidente dell’Azione cattolica che ha presentato pubblicamente al nuovo parroco i vari gruppi e attività parrocchiali. Il Sindaco, presente insieme ad alcuni componenti della Giunta comunale e al rappresentante delle forze dell’ordine locali, ha assicurato collaborazione e vicinanza al nuovo parroco per le necessità sociali del territorio.

Il saluto a mons. Nolè e don Vittorio Serra (al centro della foto) da parte del sindaco e di Gaetano De Luca (presidente dell’Azione Cattolica) a nome di tutta la comunità parrocchiale.

 

Quasi un evocare, quello di stamattina, quella “Chiesa del grembiule” tanto amata da un altro compianto e amatissimo vescovo, di Molfetta negli anni ’90 per tutti rimasto Don Tonino Bello: la chiesa, luogo (non solo fisico) dove non trovano posto i rancori ed i personalismi (talvolta mascherati a se stessi e agli altri) spesso veri motori dell’agire.

Figliolanza. Ha parlato di figliolanza mons.Nolè, di quello stato di sicurezza che diventa comportamento da “figli amati”. Respiro collettivo (ed individuale), si potrebbe dire, quello del cristiano “mandato” verso l’esterno ma vigile al suo interno per lavorare su coscienza e azione cristallini, da creatura grata e perciò al servizio.

 

Aperitivo di benvenuto

Dopo la celebrazione eucaristica fedeli e autorità hanno festeggiato il nuovo parroco con un aperitivo di benvenuto nel salone parrocchiale.

 

La strada che si apre

Finita la festa e il “rendere” grazie (significato di eucarestia) inizia ora il vero lavoro, nel silenzioso ordinario, nelle pieghe di quel “missa est” (cioè finita la messa il compito è di “andare”) che alla fine di ogni celebrazione eucaristica “catapulta” (o così dovrebbe essere) ogni fedele fuori dalla Chiesa, al suo dovere di comunione “dalla sacrestia alla strada”, per così dire.

Forse compito più difficile per un parroco oggi (facile “riempire le salette”), nel tempo della “società liquida”, è quello di essere guida di una comunità ecclesiale ma anche parte collaborativa e corresponsabile di una comunità educante per la costruzione condivisa di schegge significative di futuro. L’Arcivescovo infatti, parlando di collaborazione con le altre “forze” presenti sul territorio, ha esortato ad essere portatori sani di vero bene comune.

Ognuno può sentirsi convocato, quindi, a diventare pane spezzato per la collettività (detto in “gergo clericale”); anche se la comunità è giovane, piccola, ancora con tanta strada da fare e crescita da produrre, ma non per questo meno motivata a ri-partire sulla strada che si apre, hic et nunc (qui ed ora) !

 

Paola Perri