Al via la XII edizione del Presepe Vivente

Come ogni anno, ormai da dodici anni, anche questo Natale, nel suggestivo centro storico di Carolei, andrà in scena il Presepe vivente organizzato dall’Associazione Amici del Presepe Vivente e dalla comunità parrocchiale San Luca Evangelista di Vadue, con il patrocinio del Comune di Carolei e in collaborazione con la Parrocchia San Pietro di Carolei, Provi-Arci Serre Cosentine e Pro-Loco di Carolei; questo connubio testimonia la volontà di unione e di condivisione territoriale, perché il cammino insieme darà vita sicuramente ad una manifestazione emozionante.

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Il cantautore Giovanni Segreti Bruno si esibirà prima del concerto di Mahmood

La musica è una delle vie per le quali l’anima ritorna al cielo, così Torquato Tasso scriveva in tempi ormai lontani. Se, dunque, la musica è poesia la musica di Giovanni Segreti-Bruno, artista calabrese che nonostante la giovane età vanta un curriculum di tutto rispetto, ha il potere di trasformare i pensieri in emozioni.
Il 25 settembre 2019 è uscito in tutti i digital store il suo primo singolo L’amore non fa per me, arrangiato presso il Scene Music Studio di Roma. Questo è il brano con cui il cantautore cosentino, tra l’altro pianista ed interprete di talento, è arrivato tra i venticinque vincitori della scorsa edizione di Area Sanremo (unico calabrese tra i vincitori).

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Giornate Rendaniane 2019 – COMUNICATO

Organizzate dall’Associazione Culturale “Alfonso Rendano” di Carolei si svolgeranno il 19 – 20 e 21 giugno, “Le Giornate Rendaniane”, incastonate nella splendida cornice della Filanda dei Quintieri, storico palazzo ottocentesco, situato nel centro storico del paese.
Un prestigioso evento culturale, sostenuto dalla Regione Calabria nell’ambito del PAC 2014/2020, che si prefigge di riscoprire e valorizzare il genio artistico di Alfonso Rendano, nato a Carolei il 5 aprile 1853, figura di primo piano nell’Europa musicale di fine ‘800, poi, per lungo tempo, ingiustamente sottostimata. Nel corso delle tre serate, articolate tra: convegni, concerti, balletti, mostra espositiva e curiosità intorno alla figura del Maestro, sarà tracciata la sua parabola artistica che lo ha portato da “Enfant prodige” a “Beato Angelico della musica”, applaudito e ricercato negli ambienti culturali più raffinati delle grandi capitali europee dell’epoca.

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Stuazzi & Pitazzi: Al via la Rassegna di Teatro 2019 – Premio Totonno Chiappetta

Il prossimo 8 giugno, alle ore 20.45, presso il cortile della scuola “Quinto Quintieri” di Carolei (via Alfonso Rendano), prenderà il via la Rassegna di Teatro 2019 – Premio Totonno Chiappetta. La fortunata kermesse della Compagnia Teatrale Stuazzi & Pitazzi di Carolei, patrocinata dal Comune di Carolei e dall’Unione Italiana Libero Teatro, giunge alla sua quinta edizione e promette di regalare serate all’insegna del buon teatro, del sano divertimento e di quella velata trama che lascia sempre lo spunto di riflessione. Cinque appuntamenti con Gran Galà di Premiazione finale che vedranno impegnate sul nostro territorio diverse compagini teatrali provenienti dalla nostra Regione.

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Concerto “Mio fratello che guardi il mondo”. La Corale “L’Ottava Nota” regala vibrazioni di note e voci che rallegrano il cuore

Ieri sera ho partecipato con gioia al concerto per migranti – organizzato dall’Amministrazione comunale di Domanico – che ha visto protagonista la Corale “L’Ottava Nota” di Carolei. 
Mio fratello che guardi il mondo“, così è stato battezzato lo spettacolo, proprio come l’omonima canzone di Ivano Fossati; un tributo a chi è costretto ad abbandonare la propria terra, fratelli e sorelle la cui umanità non è diversa da quella di ognuno di noi.

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L’Associazione Culturale “Alfonso Rendano” celebra il 165° anniversario della nascita dell’illustre maestro

L’Associazione Culturale “Alfonso Rendano”, per ricordare il 165° anniversario della nascita del nostro illustre concittadino, ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Carolei, l’Istituto Comprensivo Carolei-Dipignano e il Conservatorio “S. Giacomantonio di Cosenza”, l’evento Enfant prodige.

La manifestazione che ha avuto un buon riscontro di pubblico, si è svolta presso l’Auditorium “C. Gallina” e si è snodata lungo un coinvolgente itinerario letterario-musicale che ha tracciato il percorso umano e artistico del Maestro Rendano, alternando alla lettura di brani biografici, testimonianze storiche, desunte da articoli di giornali d’epoca, dal carteggio con Liszt e da quello con la moglie, Antonietta Trucco, e testimonianze in video, tratte dal TG3 Calabria, del M° Rodolfo Caporali, allievo di Rendano, scomparso pochi anni fa.

Hanno dato vita al racconto, oltre che ad un gruppo di alunni della Scuola Secondaria di 1° grado di Carolei (Giuseppe Mangiacasale, Natasha Napolitano, Francesco Runco, Giuseppe Mauro, Nicolò Milano, Sara Porco, Elisa Guido, Giovanni Nuccitelli), alcune docenti e la Dirigente dello stesso Istituto. L’Associazione ringrazia, infatti, le proff.sse Claudia Pastore, Giada Grandinetti, Nica Federico, Lorenza Tucci, Mimma Paletta, Angela Sangiovanni, e la Dott.ssa Fiorangela d’Ippolito, per l’entusiasmo dimostrato e per l’avvincente perfomance. L’Associazione ci tiene a ringraziare anche la Prof.ssa Chiappetta per la realizzazione del ritratto di Rendano.

Molto seducenti anche le esibizioni pianistiche di alcuni alunni della classe di pianoforte del medesimo Istituto, (Francesco Greco, Natasha Napolitano, Sara Tarantino) che, coordinati dalla prof.ssa Ketty Garritano, hanno eseguito brevi pezzi del repertorio rendaniano. Suggestiva l’esecuzione della stessa prof.ssa Garritano che ha suonato una parte del “Mefisto Valtz” di Liszt e Melodia per la mano sinistra di Alfonso Rendano. La parte concertistica si è conclusa, poi, con l’esecuzione del “Valzer triste” di Rendano da parte di Federica Servidio, allieva del Conservatorio “S. Giacomantonio”.

Madrina della serata la Sig.ra Pia Caroselli che ha donato all’Istituto Comprensivo una foto ricordo, inviata dal Maestro Rendano a suo padre Costantino Caroselli, che riporta una dedica autografa del Maestro Rendano (vedi foto in basso)

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Note di Memoria – Parole in musica per ricordare il dramma della Shoah

Il 3 febbraio siamo stati invitati a partecipare alla manifestazione “Note di memoria” – Parole in musica, evento patrocinato dal Comune di Carolei, sapientemente organizzato e presentato dalla consigliera di minoranza Marilena Condello. Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento la Pro-Loco di Carolei, la Rete Universitaria – Giorno della Memoria, l’Associazione Alfonso Rendano, il Piccolo Laboratorio Politico Culturale Antonio Gramsci e l’Associazione Officina dei Colori.

Prima di addentrarci nella cronaca della serata, vogliamo anche noi di CaroleiReport spendere due parole sull’importanza di “fare Memoria”. Tragedie come l’olocausto non possono essere ricordate solo nei libri di storia, non devono essere classificate come appartenute al passato e lontane dai nostri giorni, non possono essere riconducibili alla sola ritualità di una commemorazione. Memoria significa rivivere quotidianamente quello scempio, affinché esso diventi materiale genetico dell’essere umano; ogni uomo e ogni donna devono conservare nel loro DNA le atrocità perpetrate dalla Shoah, facendo si che simili orrori diventino un’istintiva repulsione atavica delle future generazioni. Solo così, forse, saremo in grado di debellare sul nascere tante forme di distruzione che oggi, abilmente mascherate da sciocche ideologie politiche e finanche religiose, sfruttando la nostra sempre più diffusa pigrizia intellettuale e la nostra apatia alla responsabilità individuale, si fanno imperanti.

La rassegna fotografica

La serata Note di memorie ha dato modo ai presenti di visitare la rassegna fotografica Vedere l’Altro, vedere la Shoah, a cura di Alessandra Carelli della Rete Universitaria Giorno della Memoria. Le foto scelte sono riuscite a creare quell’empatia necessaria per andare oltre i binari della deportazione, oltre le cancellate e le reti elettrificate, approdando con la mente – per quanto sia possibile farlo – nella testa di quelle persone defraudate della loro umanità.

Durante il dibattito la Carelli ha ricordato l’80esimo anniversario della nascita del razzismo di Stato in Italia, era infatti il 1938 quando l’Italia fascista varò le leggi razziali. La studiosa ha invitato a riflettere su come il pregiudizio sugli ebrei sia stato pianificato a tavolino, frutto di un piano geopolitico che potrebbe ripetersi ancora, “la Memoria serve per riconoscere una pericolosità che ancora esiste, l’uomo ha bisogno di un nemico e se lo sta costruendo”. Fare Memoria, sottolinea la Carelli, serve a inculcare la necessaria conoscenza affinché l’uomo “possa costruire barriere per contrastare tali fenomeni, al bando quindi l’indifferenza”. E proprio in tema di indifferenza si ricordano le recenti parole pronunciate da Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti e testimone di essi: “L’indifferenza regna sovrana e colpisce tutte le categorie di persona: è più violenta della violenza stessa”.

Da sinistra verso destra: Alessandra Carelli – Rete Universitaria Giorno della Memoria e Marilena Condello, organizzatrice dell’evento.
Gli interventi 

Sul palco dell’Aula Magna “C.Gallina” dell’Istituto Comprensivo Carolei-Dipignano, Marilena Condello ha invitato le autorità presenti a esprimere un loro pensiero. Il sindaco Francesco Iannucci ha voluto focalizzare l’attenzione dei presenti sull’art. 3 della Costituzione italiana: “Quanti di noi rispettano quanto enunciato nell’articolo?” Iannucci rimarca come sia fondamentale, soprattutto per gli amministratori della cosa pubblica e così come sancito dallo stesso articolo delle Costituzione, perseguire politiche di eguaglianza che, di fatto, permettano di abbattere quel freno sociale che spesso compromette il pieno sviluppo della persona umana.

Il primo cittadino invita tutti non solo a fare memoria, ma a “interrogarsi sul perché della Shoah, sul perché qualcuno decise di portare avanti una propaganda volta a distruggere il popolo degli ebrei, un popolo diventato capro espiatorio sul quale scaricare le responsabilità del tempo. Il rischio che corriamo oggi – in cui la decadenza sociale, frutto della mancanza di valori e guide, prende sempre più il sopravvento – è quello di creare nuovamente gruppi accomunati dall’odio e alla ricerca di un nuovo capro espiatorio – continua Iannucci. Un odio diffuso che oggi si manifesta, ad esempio, nel bullismo e nell’emarginazione e che scuola e famiglia in primis sono chiamate a placare, infondendo sani principi, affinché le atrocità del passato non si ripetano nel futuro”.

Francesco Iannucci – Sindaco di Carolei

Anche Paolo Filice, assessore del comune di Carolei è stato chiamato a esprimere il suo pensiero. Filice ricorda la sua visita ad Auschwitz, la sua “vergogna” come uomo e come medico dinanzi a quanto perpetrato in quel campo, immagini così forti che diventa difficile finanche fotografare, perché non è facile convincere il proprio corpo ad addentrarsi in un posto in cui si è vissuto tanto dolore, un posto che custodisce tutto il dolore che migliaia di parole hanno provato a descrivere. Nella sua riflessione Paolo Filice si chiede come sia possibile che tanta rabbia nei confronti di un popolo sia scaturita da persone intelligenti e colte che miserabilmente hanno approvato quel folle progetto e collaborato attivamente per attuarlo. “L’uomo non ha imparato dal passato – conclude Filice – altrimenti non si spiega come ancora oggi assistiamo a tragedie che si manifestano in ogni parte del mondo; storie come quella della Siria, della Cambogia etc non dovrebbero esistere, l’uomo avrebbe dovuto maturare gli anticorpi necessari per evitare tali catastrofi, o quanto meno aver conquistato la forza necessaria per contrastarle; purtroppo mi duole invece constatare che la realtà fa paura e molti preferiscono fare come gli struzzi, fingere di non accorgersi di quanto quotidianamente accade, non trovando o non volendo trovare il coraggio necessario per mettere la parola fine a tante atrocità”.

Paolo Filice – Assessore comune di Carolei
Parole in musica per ricordare il dramma della Shoah

A chiusura dell’evento una fantastica interpretazione del maestro Pierpaolo Levi e del duo Enzo e Alessandro De Liguoro del Centro Studi “Quasimodo”, vecchie conoscenze di Carolei, gli stessi, infatti, sono stati ospiti di altre manifestazioni per ricordare il dramma della Shoah, organizzate negli anni passati presso il Parco storico del Ninfeo, a Vadue. Il maestro Levi, musicista di fama internazionale e nipote di Primo Levi, ha allietato i presenti con melodie di musicisti del calibro di Ullmann e Schuloff, armonie che hanno fatto da sfondo alle gesta canore e recitative di Alessandra ed Enzo De Liguoro. Letture sceniche abilmente interpretare da Enzo De Liguoro hanno dato voce all’Olocausto attraverso la forza evocativa della recitazione, per un crescendo di grande intensità. Uno spettacolo forte, di grande impatto emotivo, con testi tratti da saggi del calabrese Mario La Cava, Viktor Ullman e Primo Levi. Quasi palpabili le scene in cui De Liguoro ha riproposto quanto accaduto il 4 agosto 1936 alle Olimpiadi di Berlino, quando un uomo di colore, Jesse Owens, e il tedesco Luz Long, diedero vita a una giornata in cui lo sport, inteso come elemento principe del rispetto e della fratellanza, trionfò sulle mura sollevate dal Nazismo.

Il maestro Pierpaolo Levi – Alessandra ed Enzo De Liguoro

Prima dei saluti finali, Marisa Passaniti, presidente dell’Associazione Culturale Alfonso Rendano, ha omaggiato il maestro Levi e invitato lo stesso a suonare per i presenti un pezzo di uno dei nostri concittadini più illustri: Alfonso Rendano.

Marisa Passaniti, presidente dell’Associazione Culturale Alfonso Rendano, omaggia il maestro Pierpaolo Levi.

 

Mind the gap

Gianfranco Forlino

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I dieci anni del Presepe Vivente

Domenica 28 gennaio siamo stati invitati alla manifestazione dedicata ai festeggiamenti per il 10° anniversario del Presepe Vivente di Carolei (Leggi qui il nostro approfondimento sul Presepe Vivente di Carolei). Ritrovarsi in un posto a noi estraneo e avvertire la sensazione di essere a casa, questa è la percezione che abbiamo provato varcando la soglia dell’Aula Magna “C.Gallina” di Carolei, sede scelta per ospitare l’evento. Gli Amici del Presepe Vivente di Carolei sono riusciti a dar vita a un clima sereno, ospitale, gioioso.

La manifestazione si è svolta in un contesto lontano dal modello “lezione universitaria” che spesso caratterizza diverse manifestazioni socio-culturali. Un plauso va sicuramente dato al “matador” della serata, Antonio Ponti, presidente dell’Associazione, che ha saputo condurre la serata in modo impeccabile e con sana ironia, conquistando il cuore degli astanti.

Per voce del suo Presidente l’Associazione ha voluto porgere i ringraziamenti a tutte le persone che nel tempo hanno contribuito alla realizzazione del Presepe Vivente: forze dell’ordine, parrocchie, amministrazioni comunali che nei diversi anni si sono avvicendante e che hanno sempre teso una mano, Pro-Loco e associazioni del territorio, Pro-Civ di Carolei, figuranti, tecnici audio/video… Ringraziamenti anche a chi nel tempo si è dimostrato disponibile nel prestare i locali che hanno ospitato le scene del presepe e per tutti coloro che sostengono nel quotidiano l’Associazione.

“Ogni manifestazione del Presepe Vivente ha riscosso tanto successo, quest’ultima ha attirato molta gente, con oltre mille presenze registrate. Affinché si possa continuare su questa strada è importante che nuove forze diano il loro supporto. È necessario un ricambio generazionale, ecco perché esorto tutti i giovani a dare il loro contributo” ha dichiarato Antonio Ponti. Sulla stessa linea le parole di don Mario Ciardullo e Francesco Iannucci, rispettivamente parroco e sindaco di Carolei. Il primo cittadino ha voluto altresì ringraziare l’Associazione per aver ancora una volta saputo dare lustro al paese, facendo rivivere il centro storico, considerato da molti uno dei più belli dell’hinterland cosentino, ma purtroppo forse ancora poco conosciuto. “La nostra Amministrazione fin da subito ha voluto dare un messaggio chiaro, desideriamo fortemente far rivivere il centro storico di Carolei, dargli nuova linfa affinché possa essere volano per la crescita dell’intero paese” ha dichiarato Iannucci.

Suggestivo il video realizzato da Gianfranco Bilotta, che ha saputo coordinare perfettamente video e audio, regalando ai presenti forti emozioni, quella stessa emozione che è scaturita quando le musiche e parole di Antonello Armieri del Kantiere Kairòs hanno accompagnato le immagini della nascita del Salvatore.

La cerimonia è proseguita con i ringraziamenti e omaggio agli sponsor dell’evento. Originale il pensiero che Luigi Greco ha voluto omaggiare all’associazione, una sacca per contenere le chiavi di tutte le scene che animano il presepe vivente e diversi stemmi a ricordo del decennale.

A chiusura della manifestazione, la premiazione del concorso fotografico intitolato ad Augusto Pulice.
Per allietare tutti i presenti l’Associazione ha offerto una gustosissima pasta e fagioli – magistralmente preparata dalla Pro-Civ di Carolei – dolci, bibite e una squisita torta a ricordo del decennale.

CaroleiReport ringrazia l’Associazione Amici del Presepe Vivente di Carolei e si complimenta con tutti coloro che ogni anno si prodigano per la riuscita della manifestazione, uomini e donne che rinunciano a vivere i momenti più caldi del Natale, impegnando gratuitamente giorni di festa ed energie nella realizzazione dell’evento. A loro, protagonisti di un grande gesto d’amore verso il nostro paese, va il nostro più sincero e sentito ringraziamento.

G.F.

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A Carolei fa tappa Debora Vezzani. Il concerto-testimonianza ha suscitato grandi emozioni

Si è svolto giovedì 18 gennaio nella Chiesa del Carmine a Carolei, il concerto-testimonianza della cantautrice Debora Vezzani, tappa del suo “Come un prodigio Tour”.

Iniziativa fortemente voluta da Don Mario Ciardullo, della Parrocchia San Pietro di Carolei, e portata avanti con la collaborazione delle parrocchie San Giovanni Battista di Domanico e San Luca Evangelista di Vadue.

Una importante esperienza di comunione tra le parrocchie e i cittadini dei due comuni coinvolti.

“La comunione si costruisce e richiede sacrificio e impegno. Non bisogna mai fermarsi” afferma don Mario, invitando la collettività a riflettere sull’essenzialità dell’impegno comune.

L’evento è stato partecipato e la testimonianza della Vezzani (accompagnata dal marito Jury), alternata da intensi brani musicali dal sapore di preghiera, si è contraddistinta per la grande semplicità unita alla forte intensità emozionale. Parole semplici, esperienze comuni di vita vissuta, esempi pratici e aneddoti che hanno coinvolto gli astanti in un modo diretto, quasi familiare.

Debora Vezzani, classe 1984, è una cantautrice di talento diplomata in flauto traverso al conservatorio e al CET di Mogol che porta addosso le ferite di una vita infelice, ferite curate e guarite dalle “carezze” di Dio che, in un difficile momento della sua vita, inaspettatamente, si è presentato al suo cospetto riscaldandole il cuore e facendole prendere coscienza del significato della sua vita.

Debora è stata abbandonata alla nascita e data in adozione ad una famiglia che si è presa cura di lei nel migliore dei modi, non nascondendole la sua origine, ma quel vuoto interiore dell’abbandono non ha mai lasciato il suo cuore fino a quando, dopo varie esperienze sentimentali negative, una sua amica le chiese di musicare il “Salmo 139”. Da quel momento piccole briciole lasciate dal Signore sulla sua strada l’hanno condotta al “pane della vita”, a quella pienezza a cui sempre aveva aspirato (leggi la sua storia sul profilo ufficiale Facebook)

Dalle parole del Salmo 139 nasce il brano Come un prodigio che è diventato il manifesto della vita di Debora, vita che si fa missione: condurre Dio ai cuori della gente attraverso la musica. Far comprendere a chi si sente una “nullità”, attanagliato dal vuoto, dalla depressione, dalla solitudine, dalla malattia, dalla povertà, che ogni vita è preziosa agli occhi di Dio. Un Dio che ci ama incondizionatamente, seppur con le nostre fragilità e debolezze, e ci ha creati come un prodigio.

13Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo”

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