Novità nel Consiglio Direttivo della ProcivArci “Serre Cosentine”-Carolei

Dopo diversi anni di onorato servizio, il Presidente Luigi Gerbasi lascia il timone dell’associazione. La guida passa nelle mani di Andrea Forlino, nuovo presidente neo-eletto, già membro fondatore. Forlino sarà affiancato da Fabio Bruno nella carica di Vice Presidente, Massimiliano Berardelli (Segretario), De Cicco Anna (Resp. Emergenze), Luigi Greco (Resp. Comunicazioni Esterne) e dalle tante altre forze che compongono l’associazione fiore all’occhiello del nostro piccolo comune.

Leggi tutto

A Carolei la missione popolare degli oblati di Maria Immacolata

Si celebrerà domenica 6 maggio alle ore 11.00 la messa di apertura della missione presso la Chiesa del Carmine. Mons. Francesco Nolè conferirà il mandato ai missionari. Il programma sarà ricco di appuntamenti.

Sarà Mons. Francesco Nolè, arcivescovo metropolita della diocesi Cosenza-Bisignano, a conferire il mandato missionario durante la Santa Messa solenne di apertura della missione popolare che si svolgerà a Carolei dal 6 al 13 maggio.

In questo periodo di grazia per il nostro territorio, grazie alla Parrocchia San Pietro e ai missionari oblati di Maria Immacolata, si vivranno giorni di più intensa predicazione del Vangelo e vivo confronto con la parola di Dio, in una dimensione di comunione e fratellanza con l’equipe missionaria.

Abbiamo rivolto qualche domanda al parroco Don Mario Ciardullo che ha fortemente voluto la presenza dei missionari per continuare, tra l’altro, il percorso intrapreso con gli stessi oblati lo scorso anno nel frangente giovanile.

“Per chi è la Missione Popolare?”

  • È per tutti, per i vicini e per i lontani. Per tutti coloro toccati dalla grazia di Dio

“Perché fare una missione a Carolei?”

  • Perché penso che ci sia bisogno di volti nuovi che dicano e predichino in modo diverso il contenuto del Vangelo. Con la speranza e il desiderio che il Signore tocchi i cuori più lontani, anche attraverso le fragilità e le miserie di ognuno di noi. Come in ogni missione è lo Spirito Santo il protagonista, è lui che compie meraviglie e miracoli, che fa germogliare quei semi che i missionari getteranno sulla nostra terra e per i quali noi cercheremo di raccogliere i frutti.

“Da quanti membri è composta l’equipe missionaria?”

  • 30 membri, provenienti da tutta Italia, religiosi e laici provenienti da Palermo, Napoli, Roma, Firenze, Cosenza. Sosterranno nel nostro paese 8 giorni: da sabato 5 a domenica 13 maggio, ospitati per la notte presso famiglie del nostro territorio. I missionari pranzeranno e ceneranno tutti insieme nei locali della Chiesa di Santa Maria Assunta.

“In che modo saranno coinvolti i parrocchiani e gli abitanti di Carolei?”

  • Abbiamo coinvolto parrocchiani e abitanti di Carolei già da due mesi. Diverse sono le modalità di coinvolgimento, innanzitutto aprendo il cuore e rendendosi docili all’azione dello Spirito Santo, inoltre attraverso l’ospitalità, la preparazione di pranzi e cene, l’accoglienza nel momento di festa previsto domenica sera 6 maggio, la disponibilità della propria presenza per accompagnare i missionari nelle diverse zone del paese, l’offerta spontanea – secondo le proprie possibilità – di sostegno per eventuali bisogni che potranno presentarsi durante le giornate della missione.

Alla celebrazione religiosa del mattino, seguirà domenica sera alle 19.00 nel piazzale comunale la festa della missione.
Durante la settimana l’equipe missionaria presenzierà al mattino presso le fermate del bus e nelle scuole oltre che in Chiesa mentre il pomeriggio sarà dedicato alle visite nelle famiglie.

Per gli adulti si terranno, lunedì 7 e martedì 8 maggio alle ore 21.00, dei centri d’ascolto della Parola di Dio nelle famiglie, in tutte le contrade del paese. Alcune abitazioni private si faranno “chiesa” in punti sparsi del territorio per ascoltare e “leggere” la propria vita alla luce del Vangelo. Esperienza che si concluderà con la catechesi di mercoledì 9 maggio alle 20.30 in parrocchia.

Per i giovani (dai 17 anni in su): lunedì 7 e giovedì 10 incontro alle ore 19.00

Per i giovanissimi (dai 13 ai 16 anni): incontro alle 17.00 da lunedì 7 a mercoledì 9.

La parte giovanile prevede anche lo svolgimento di tornei sportivi e di gioco nel pomeriggio di giovedì 10 maggio oltre che di laboratori di danza, falegnameria e giocoleria, che si terranno da lunedì 7 a mercoledì 9.

Nella settimana della missione, in particolare giovedì 10 maggio, cadrà anche l’anniversario dell’ordinazione di Don Mario Ciardullo, che sarà ricordato nella Santa Messa delle ore 18.00. Una occasione in più per riunire la comunità in un momento di condivisione, gioia e convivialità.

Un appuntamento particolarmente importante sarà la liturgia penitenziale di venerdì 11 maggio, un momento intenso di preghiera che si svolgerà in itinere. Un cammino penitenziale sui passi dei discepoli di Emmaus che partirà alle 20.30 dalla Chiesa del Carmine, percorrendo le strade del centro storico del paese, per arrivare alla Chiesa dell’Immacolata.

Sabato 12 alle 20.30 tutta la comunità si ritroverà riunita per ripercorrere tutte le tappe della missione in un momento di festa e domenica 13 alle 11.00 sarà celebrata la santa messa conclusiva.

Leggi tutto

I dieci anni del Presepe Vivente

Domenica 28 gennaio siamo stati invitati alla manifestazione dedicata ai festeggiamenti per il 10° anniversario del Presepe Vivente di Carolei (Leggi qui il nostro approfondimento sul Presepe Vivente di Carolei). Ritrovarsi in un posto a noi estraneo e avvertire la sensazione di essere a casa, questa è la percezione che abbiamo provato varcando la soglia dell’Aula Magna “C.Gallina” di Carolei, sede scelta per ospitare l’evento. Gli Amici del Presepe Vivente di Carolei sono riusciti a dar vita a un clima sereno, ospitale, gioioso.

La manifestazione si è svolta in un contesto lontano dal modello “lezione universitaria” che spesso caratterizza diverse manifestazioni socio-culturali. Un plauso va sicuramente dato al “matador” della serata, Antonio Ponti, presidente dell’Associazione, che ha saputo condurre la serata in modo impeccabile e con sana ironia, conquistando il cuore degli astanti.

Per voce del suo Presidente l’Associazione ha voluto porgere i ringraziamenti a tutte le persone che nel tempo hanno contribuito alla realizzazione del Presepe Vivente: forze dell’ordine, parrocchie, amministrazioni comunali che nei diversi anni si sono avvicendante e che hanno sempre teso una mano, Pro-Loco e associazioni del territorio, Pro-Civ di Carolei, figuranti, tecnici audio/video… Ringraziamenti anche a chi nel tempo si è dimostrato disponibile nel prestare i locali che hanno ospitato le scene del presepe e per tutti coloro che sostengono nel quotidiano l’Associazione.

“Ogni manifestazione del Presepe Vivente ha riscosso tanto successo, quest’ultima ha attirato molta gente, con oltre mille presenze registrate. Affinché si possa continuare su questa strada è importante che nuove forze diano il loro supporto. È necessario un ricambio generazionale, ecco perché esorto tutti i giovani a dare il loro contributo” ha dichiarato Antonio Ponti. Sulla stessa linea le parole di don Mario Ciardullo e Francesco Iannucci, rispettivamente parroco e sindaco di Carolei. Il primo cittadino ha voluto altresì ringraziare l’Associazione per aver ancora una volta saputo dare lustro al paese, facendo rivivere il centro storico, considerato da molti uno dei più belli dell’hinterland cosentino, ma purtroppo forse ancora poco conosciuto. “La nostra Amministrazione fin da subito ha voluto dare un messaggio chiaro, desideriamo fortemente far rivivere il centro storico di Carolei, dargli nuova linfa affinché possa essere volano per la crescita dell’intero paese” ha dichiarato Iannucci.

Suggestivo il video realizzato da Gianfranco Bilotta, che ha saputo coordinare perfettamente video e audio, regalando ai presenti forti emozioni, quella stessa emozione che è scaturita quando le musiche e parole di Antonello Armieri del Kantiere Kairòs hanno accompagnato le immagini della nascita del Salvatore.

La cerimonia è proseguita con i ringraziamenti e omaggio agli sponsor dell’evento. Originale il pensiero che Luigi Greco ha voluto omaggiare all’associazione, una sacca per contenere le chiavi di tutte le scene che animano il presepe vivente e diversi stemmi a ricordo del decennale.

A chiusura della manifestazione, la premiazione del concorso fotografico intitolato ad Augusto Pulice.
Per allietare tutti i presenti l’Associazione ha offerto una gustosissima pasta e fagioli – magistralmente preparata dalla Pro-Civ di Carolei – dolci, bibite e una squisita torta a ricordo del decennale.

CaroleiReport ringrazia l’Associazione Amici del Presepe Vivente di Carolei e si complimenta con tutti coloro che ogni anno si prodigano per la riuscita della manifestazione, uomini e donne che rinunciano a vivere i momenti più caldi del Natale, impegnando gratuitamente giorni di festa ed energie nella realizzazione dell’evento. A loro, protagonisti di un grande gesto d’amore verso il nostro paese, va il nostro più sincero e sentito ringraziamento.

G.F.

Leggi tutto

Hai un’abitazione da fittare? Ecco come partecipare alla selezione indetta dal Comune per l’avvio del progetto SPRAR

Il Comune di Carolei, con avviso pubblico (prot. n. 0008), ha reso noto di aver avviato un’indagine esplorativa al fine di individuare sul territorio abitazioni civili idonee all’accoglienza dei beneficiari del progetto SPRAR (leggi il nostro approfondimento). Di seguito, a solo titolo informativo riportiamo un estratto del documento, invitiamo gli interessati a trarre tutte le informazioni necessarie direttamente dal documento ufficiale pubblicato sull’albo pretorio e raggiungibile da questo percorso web.

Gli immobili da proporre dovranno “garantire ottime condizioni di manutenzione e/o di nuova costruzione” e “possedere dei requisiti minimi fondamentali”:

  • Abitazioni civili e residenziali (NON di lusso) ubicate sul territorio di Carolei e immediatamente e pienamente fruibili, libere da persone e cose all’atto della stipula contrattuale;
  • Esseri liberi da trascrizioni ed iscrizioni pregiudizievoli;
  • Essere edificati in conformità allo strumento urbanistico ed alle vigenti norme comunitarie, nonché possedere impianto di riscaldamento autonomo e regolari impianti idraulici, elettrici, di gas, igienico-sanitari, sicurezza anti-incendio e anti-infortunistica così come previsto dalle vigenti prescrizioni legislative;
  • Essere costituiti da almeno 2 camere (cucina e camera da letto), bagno con doccia ed essere arredati o parzialmente arredati (quest’ultimo punto rappresenta un requisito preferenziale)

 

Chi può partecipare?

Dall’avviso apprendiamo che “possono partecipare alla selezione persone fisiche o giuridiche riconosciute che dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti.

  • Essere titolari del diritto di proprietà piena ed esclusiva degli alloggi oggetto dell’avviso di manifestazione di interesse nonché essere nel pieno esercizio dei propri diritti;
  • non avere in corso procedure di fallimento, concordato o amministrazione controllata e non trovarsi in stato di liquidazione;
  • non essere in gestione commissariale né essere stata presentata domanda di commissariamento;
  • non avere subito la perdita o la sospensione della capacità ed idoneità a contrattare con la Pubblica Amministrazione;
  • gli spazi devono essere già adeguati all’utilizzo previsto o richiedere interventi minimi; qualora non lo siano, la proprietà dovrà dichiarare la disponibilità ad eseguire interventi di adattamento degli spazi alle particolari esigenze degli utilizzatori.” 
Quanto si può guadagnare fittando l’immobile e qual è la durata contrattuale?

“Il canone mensile di locazione dovrà rispettare il valore di mercato dell’immobile e il suo ammontare sarà opportunamente valutato e concordato dall’Amministrazione comunale tenendo conto del valore catastale, della capienza, della grandezza delle superfici, degli arredi ed elettrodomestici presenti, dello stato degli ambienti”.

“La durata del contratto di locazione da stipulare dovrà avere durata non inferiore a 3 anni (eventualmente rinnovabili per altri 3 anni), da concordare con i singoli proprietari”.

 

Come presentare la domanda di partecipazione?

Le manifestazioni d’interesse, che potranno essere presentate al comune in busta chiusa al Comune di Carolei – Ufficio Protocollo – via T.Mazzuca, 2, sede provvisoria Corso Mazzini 13, entro e non oltre le ore 12,00 del 05/02/2018 (pena l’esclusione), oppure a mezzo pec al seguente indirizzo email: protocollo.carolei@asmepec.it, dovranno essere corredate da:

1- Relazione descrittiva e planimetria;

2- elenco di tutti gli arredi, i mobili e gli elettrodomestici che compongono la dotazione dell’appartamento (se presenti);

3- fotocopia del documento d’identità del proprietario dell’immobile;

4- fotocopia del codice fiscale.

La busta contenente la domanda con i relativi allegati, inerenti la selezione in oggetto, deve riportare la seguente indicazione: “PROGETTO SPRAR CAROLEI- MANIFESTAZIONE D’INTERESSE IMMOBILI DA DESTINARE ALLA LOCAZIONE”.

 

Chi valuterà il mio alloggio?

“L’Ente attuatore provvederà all’effettuazione dell’istruttoria amministrativa ed alla valutazione, con eventuale sopralluogo da parte di personale tecnico, dell’adeguatezza dell’unità abitativa alle normative vigenti (rispetto degli standard urbanistici, conformità degli impianti, ecc.). Su insindacabile giudizio dell’Ente attuatore verranno individuati gli alloggi ritenuti adeguati alle esigenze dell’utenza.”

 

Le precisazioni dell’ente

“L’Ente attuatore si riserva la facoltà di richiedere agli offerenti tutta la documentazione integrativa ritenuta necessaria per consentire l’esauriente esame delle proposte. La proposta non è impegnativa per l’Amministrazione e per l’Ente attuatore che con la pubblicazione del presente avviso non si impegnano in alcun modo alla sottoscrizione di alcun contratto o convenzione. Pertanto, gli offerenti non potranno rivendicare alcun diritto o rimborso spese per la presentazione dell’offerta. L’Amministrazione si riserva la facoltà, ove ne ravvisasse l’opportunità, di annullare, revocare, reiterare o modificare il presente avviso in qualsiasi momento.”

Leggi tutto

Cani randagi. Convenzione con la ditta Mister DOG di Rocca di Neto

Fino ad oggi i cani randagi catturati sul territorio di Carolei hanno trovato rifugio presso il canile di Mendicino,  frutto di una convenzione stipulata con la Ditta Cino Sport in data 23/7/2012 e scaduta il 16 maggio 2017. La struttura canile rifugio della suddetta ditta, per effetto del D.C.A. n°32 dell’11/5/2016 (Commissario ad Acta del servizio sanitario della Regione Calabria) è stata dichiarata non più idonea per l’espletamento di tale servizio.

La nuova struttura nella quale risiederanno i cani randagi del nostro territorio si trova a Rocca di Neto (KR) ed è gestita dalla ditta Mister Dog Srl. Per l’affido era stata interpellata anche la ditta Mandrea’s DOG S.a.s di Lattarico che però, a differenza della Mister Dog Srl, non ha ritenuto opportuno presentare un’offerta entro i termini previsti dal protocollo (29/09/2017).

Per ogni cane ospitato nella struttura Mister Dog Srl vi sarà un esborso giornaliero di euro 2,50 oltre IVA (custodia, mantenimento e cure medicamentose ordinarie); saranno inoltre da conteggiarsi 50,00 euro oltre IVA per l’eventuale smaltimento della singola carcassa ed euro 250,00 oltre IVA per ogni trasferimento dal canile sanitario/rifugio alla propria unità operativa. Per il periodo 2017/2018 la spesa complessiva sostenuta dall’ente comunale sarà pari a 18mila euro oltre IVA.

La ditta Mister DOG sarà aperta al pubblico tutti i giorni feriali per valutare eventuali adozioni dei cani in custodia ed è disponibile alla collaborazione pro-affido con vari associazioni animaliste. Fonte e approfondimenti

Leggi tutto

Pantanolungo, un borgo magico tutto da scoprire

Nell’articolo che segue sono riportate solo alcune fotografie. Tutto il materiale video-fotografico (davvero tanto) è stato invece inserito nel video riportato a fondo pagina.

La frazione di Pantanolungo (circa 800 abitanti negli anni ‘50) un tempo ha rappresentato il cuore pulsante di Carolei, forse il principale centro del paese. Questo piccolo lembo di terra è ricco di storia e leggenda. Il nome Pantanolungo è di origine incerta, per alcuni potrebbe avere derivazione greca e significare “lamento dei morti”, probabilmente per via del rumore generato dalla tramontana che spira in alcune zone del paese e che si mescola al fruscio dello scorrere del fiume Acheronte, affluente del Busento, che, in prossimità del massiccio dell’Alimena (termine greco che significa posto senza rifugio, inesorabile), si incontra con le acque del torrente Canalicchio. Per altri Pantanolungo richiama origini greche a indicare un posto scavato dall’acqua che fluisce dalle alture verso il letto del fiume.

La storia si intreccia con la leggenda: Alessandro il Molosso e re Alarico

Proprio sulle sponde dell’Acheronte, tra Mendicino e il territorio di Pantanolungo, nel 331 a.C. si narra che trovò la morte il re d’Epiro Alessandro il Molosso, zio di Alessandro Magno. Secondo lo storico romano Tito Livio e lo storico-geografo greco Strabone, il Molosso, intervenuto in difesa dei Tarantini in battaglia con persone della confederazione brutia, fu qui ucciso da un giavellotto, parte del suo corpo fu poi trasportato a dorso di un mulo fino alla vicina città di Cosenza. La leggenda vuole che il re, prima di scendere in campo, interrogò l’oracolo di Giove Dodoneo – il più antico della Grecia – : “Guardati dall’Acheronte e da Pandosia” fu il responso; il re, trovò rassicurazioni dal vaticinio, ritenendo che la profezia si riferisse al fiume e alla città siti nella periferia dell’Epiro (Tesprozia), mai avrebbe immaginato di ritrovare l’Acheronte e Pandosia in terre cosentine.

Altra leggendaria storia lega Pantanolungo a re Alarico, secondo alcuni studiosi il re dei Goti nel 410 d.C. potrebbe essere stato sepolto proprio nei pressi di Pantanolungo… Alcune grotte situate sul costone roccioso dell’Alimena, che sovrasta il fiume Acheronte, potrebbero rappresentare il luogo di sepoltura del re.

La causa della morte di Alarico rimane ancora oggi un mistero, per alcuni si verificò in seguito alla malaria, per altri per via di un agguato nemico, per altri ancora a causa delle ferite riportate durante una battaglia che lo vide contrapposto a suo nipote, reo di avergli sottratto una delle donne “bottino” del Sacco di Roma.

All’interno di una delle grotte succitate è situato un altare pagano con coppelle di origine incerta, in molti ipotizzano gotiche. Profonde fenditure nella roccia riempite di sabbia, probabilmente proveniente dall’alveo del fiume sottostante, lasciano spazio alla fantasia, cosa celano queste profonde cavità? Forse le spoglie del re visigoto?

Eppure la presenza visigota in quest’area non è solo inventiva… Difronte le due grotte, in zona Rigardi, scolpita nella roccia trova posto una croce lapidea; Rigardi è un toponimo gotico che significa guardare verso un posto con rispetto; nella stessa zona si trova la necropoli della “Stiddra”, anch’essa potrebbe avere origini gotiche (leggi questo articolo). Sono tanti, troppi gli elementi che lasciano intendere che in questa area tra Mendicino e Carolei si è scritto un pezzo importante di storia.

Nelle verdi gole sottostanti il massiccio dell’Alimena, negli anni ‘50, volenterosi pantanolunghesi, costruirono, solo grazie alla forza di volontà, una strada, la stessa che oggi collega il borgo con la località Ponte Alimena, tra l’altro, da poco oggetto di una importante bonifica che ha visto impegnati il Comune di Carolei e quello di Mendicino, nonché diverse associazioni di volontari (vai al video)
La via sorge ai piedi di quella che gli abitanti del posto chiamano ancora “A timpa de’ cacummare”, la collina dei corbezzoli, ad indicare un’area ricca di questo particolare frutto.

La strada (Provinciale n.84) si incrocia, in prossimità con il dismesso ponte Alimena (1921), con la strada Provinciale n. 81 (Carolei-Mendicino) e costeggia il massiccio dell’Alimena che, oltre a custodire le misteriose “grotte di Alarico”, nasconde un altro anfratto facilmente accessibile e molto suggestivo. Leggenda vuole che un tempo in questa grotta abitasse un eremita, custode di un misterioso nascondiglio che celava un importante tesoro.

 

La natura a trecentosessanta gradi

Le affascinanti pareti rocciose del posto sono meta degli appassionati di free climbing; negli anni diversi arrampicatori si sono cimentati nello scalare le rocce, dando vita a diversi percorsi, ancora oggi meta di molti appassionati.

Le pareti rocciose dell’Alimena sono meta di appassionati di free climbing

Poco più avanti, sotto il ponte, è ancora possibile scorgere i resti di quello che è stato il primo mulino di Pantanolungo, qui un tempo il fiume era leggermente deviato affinché potesse incontrare le pale del mulino ottocentesco. La struttura venne utilizzato fino al 1948, l’ultimo mugnaio che vi lavorò pare fosse un certo Salvatore Filipelli.

Quel che resta del vecchio mulino di Pantanolungo

 

Il fiume Acheronte separa la frazione Pantanolungo di Carolei da Mendicino, per l’esattezza da località Terredonniche o, da come veniva chiamato un tempo il posto, “vigne cavude”, zona in cui l’uva baciata dal sole dava vita a un ottimo vino, al contrario di Pantanolungo, area quasi sempre in ombra, “aru manchiu”.

Il fiume Acheronte. Separa Pantanolungo dal territorio di Mendicino.

Risalendo verso il centro del borgo, sulla sinistra, imbattendosi nella vegetazione è possibile ammirare spuntoni di roccia che, imponenti, si ergono nel fitto bosco, una zona che gli abitanti del posto chiamano “u puzziddru” in zona Petrara. Un tempo meta dei bambini di Pantanolungo, il sentiero veniva utilizzato per raggiungere un vicino campo pianeggiante, “u chianu e Lorna”, qui i fanciulli trascorrevano spensierati le ore giocando a pallone. Il posto è tanto magico che se ci si sofferma in silenzio, chiudendo gli occhi, è quasi possibile immaginare la voce dei bambini festanti che percorrevano il sentiero. Entrare nei boschi di Pantanolungo significa rimanere inebriati da un riverbero di natura magica, ma con la chiara cognizione di trovarsi dinanzi l’essenza del naturale.

Il Vallone dei Briganti

Altro posto ricco di storia è il “Vallone dei Briganti”, si racconta che qui, nel luglio del 1866, un gruppo di briganti dei paesi limitrofi a Carolei, si fermò dopo aver rapito il figlio del latifondista mendicinese, Nicola lento. Il loro intendo era quella di risalire con l’ostaggio, attraverso la valle dei Relli o dello Ntinnale, nella vicina Potame e Monte Cocuzzo. Scappando dall’inseguimento della Guarda Nazionale di Carolei, Domanico e Lago, si fermarono nel vallone dopo le Caselle Baroni, dinanzi loro una roccia a strapiombo ne avrebbe impedito la fuga, intrappolandoli. Scovati dalle forze dell’ordine, si racconta che i briganti cercarono di porre resistenza nascondendosi nella folta vegetazione; l’assedio durò un paio di giorni, durante i quali avrebbero trovato la morte diciassette briganti e tre carabinieri. Solo un brigante non perì, riuscì a scappare ma fu poi scovato da un contadino che lo minacciò con un tridente. Si racconta che il brigante implorò pietà, “facimu u san Giuvanni” gridò al contadino che, impietositosi, lo lasciò scappare. In segno di resa il brigante consegnò al contadino il suo fucile, tutt’ora custodito da una famiglia mendicinese.

 

I rioni di Pantanolungo

Nel percorso che porta al centro del paese ci si imbatte nel primo rione di Pantanolungo. Ogni rione del borgo si contraddistingue per una sua sorgente e un suo forno. 

Le case del borgo di Pantanolungo sono quasi tutte realizzate con la pietra calcarea del posto, utilizzando, anche, la calce prodotta “ara carcara”; un forno scavato nel terreno, nel quale la pietra frantumata veniva cotta per diversi giorni, così da poterne poi ricavare una malta cementizia. La calcara di Pantanolungo, così come il Mulino, costeggiava sempre il fiume Acheronte. Insomma, Pantanolungo aveva tutto il necessario per far vivere dignitosamente i suoi abitanti; rinomati sono i castagneti della zona, così come le aree di pascolo che assicuravano carni, latte, grano, lana e pelli. E proprio il grano era il cibo prediletto da corvi e cornacchie, che solcavano in lungo e in largo i cieli di Pantanolungo, rifugiandosi in quella che veniva chiamata “a timpa de’ ciavule”.

Ogni piccola pietra del borgo ha una sua storia da raccontare, così come la bifora posta nei pressi della chiesetta della Madonna di Piedigrotta, edificio sacro costruito nella prima metà dell’Ottocento per mano di un certo “piruozzu” e ampliato nel 1906. La bifora senza pilastrino potrebbe essere stata realizzata dagli scalpellini del posto, per alcuni è invece il “ricordo” lasciato dal maestro Annibale Taliente da Ostuni che, in seguito al terremoto dell’8 settembre 1905, lavorò insieme ai pantanolunghesi nella ricostruzione della chiesetta semidistrutta. Proprio del terremoto che colpì il paese, si racconta un curioso aneddoto… l’anno prima del tragico episodio, per qualche motivo si decise di traslare il giorno della rituale processione in onore della Madonna, il destino volle che quell’anno Pantanolungo fu colpito dal violento terremoto…

La bifora di Pantanolungo

Entrare nei rioni di Pantanolungo significa approdare in un posto cristallizzato in cui ogni elemento architettonico ha una sua storia, come la suggestiva “vota”, i gradini ricavati nella pietra, le travi di legno che ancora reggono il peso delle antiche costruzioni. Nei rioni di Pantanolungo il tempo scorre lento, scandito solo dal fruscio del vento e dei ruscelli, dal profumo della natura, tutti elementi che evocano un’atmosfera d’altri tempi e che celebrano frammenti di vita e ricordi indelebili.

Sutt’ a vota

Pregevole il lavoro fatto da Franco Conforti, pantanolunghese doc che da qualche anno ha deciso di rientrare nel suo “paradiso” con la sua Chiara. Insieme hanno investito molto. Franco ha voluto fortemente riprendere quel sogno lasciato a metà da ragazzo, rinnamorarsi del suo territorio. Quando parli con persone “rapite” da Pantanolungo, scorgi nei loro occhi una luce diversa, frutto di una strada che collega gli occhi al cuore, senza passare per la mente. Negli occhi di Franco ho scoperto la stessa luce che illumina gli occhi di Giovanni Muoio, un altro uomo incantato, follemente innamorato della sua Pantanolungo.

Incantevole lo scorcio della casa paterna di Franco, per suo volere il rudere è stato ripreso esteriormente, ma lasciato intatto nell’interno. Ancora oggi è così possibile ammirare il caminetto dell’epoca, i tiasti, i settariaddri, a cascia du pane, i cassarole… È come se il tempo si fosse fermato, lasciando la fantasia libera di librarsi su ogni angolo di quel posto e immaginarlo ancora popolato dalle stesse persone che per tanti anni lo hanno vissuto.

Uno scorcio della casa paterna di Franco Conforti

 

Gli emigranti

Di pantanolunghesi esiste una vasta comunità a Montreal. Chi può rientra nei mesi estivi per assistere, l’8 di settembre, alla tradizionale festa. Proprio coinvolgendo i migranti di Pantanolungo si sta cercando di ripopolare il borgo, si sta infatti lavorando a importanti progetti che si spera possano essere realizzati quanto prima.

Giovanni Perri, originario di Pantanolungo, emigrato in giovane età in Canada, oggi ristoratore affermato a Montreal, ha restaurato l’abitazione in cui era nato e vi trascorre sempre più tempo con la sua famiglia, tutti innamorati del borgo; la stessa scelta ha fatto Eduardo Madrigrano che è nato a Montreal, da genitori emigrati da Pantanolungo, dove adesso svolge la sua attività di imprenditore. Egli ha comprato due piccole abitazioni in cui torna con la famiglia in vacanza più volte l’anno. I più giovani delle rispettive famiglie amano Pantanolungo quanto i genitori e tornano sempre volentieri per assaporare una qualità di vita diversa dal resto del pianeta. Davvero particolare la scelta di un canadese doc, l’ex deputato dell’Assemblea Nazionale del Quebec e notaio Vincent Auclair, con incarichi importanti nel governo canadese e in alcune Università in tutto il mondo, che ha deciso di acquistare una vecchia casa di Pantanolungo per farne la sua residenza ideale, senza avere legami di sangue con questa terra e solo per l’amore che la natura pantanolunghese gli ha ispirato. Tutti insieme hanno un sogno che condividono con gli abitanti di Pantanolungo e con altri emigranti che è quello di restaurare sempre più il borgo, renderlo vivibile e conosciuto al di là dei confini caroleani, sulle colline che gli amici canadesi hanno ribattezzato “Pantano Hills”.

Il posto che gli amici canadesi di Pantanolungo hanno ribattezzato “Pantano Hills”.

 

Personaggi illustri

Pantanolungo ha dato i natali a importanti personaggi come Orfeo Reda, il tenente medico Luigi Antonio Reda, medaglia d’oro al valore militare, il professore Vincenzo Reda, “U prufessuaru Giminu”.
Il maestro Orfeo Reda, nato a Pantanolungo nel 1932 è un pittore di fama mondiale, le sue opere sono esposte presso la Pinacoteca di Pompei, il Museo di Altomonte, in collezioni private, presso Enti pubblici di tutto il mondo.
Del professore Giminu molti ricordano i suoi metodi per invogliare allo studio… per far comprendere ai suoi alunni il concetto matematico di volume, e per rendere la materia più appetibile, pare il professore portasse i suoi alunni nel bosco facendogli misurare, anche, le dimensioni dei tronchi delle querce e dei castagni, così da calcolare quanta legna da ardere se ne potesse ricavare.

Omaggio al prof. Vincenzo Reda “U prufessuaru Giminu”

E come dimenticare don Beniamino Savaglio… Con oltre cinquanta anni di attività sacerdotale nel comune di Carolei, ha rappresentato un pezzo importante della storia di Pantanolungo. Tutti ricordano con riconoscenza e affetto. Uomo di grande fede e ferrea volontà, rimase nella frazione di Pantanolungo, assicurando la messa nella Chiesa della Madonna di Piedigrotta fino al giorno in cui la malattia lo costrinse a letto.

Don Beniamino Savaglio. Uomo di grande fede e ferrea volontà

Nel dicembre del 2015 ha visto la luce un personaggio per bambini e ragazzi le cui avventure sono ambientate nella Valle dell’Alimena e a Pantanolungo. Si tratta di un falco grillaio antropomorfo, la cui colonia è originaria della Murgia Materana, in Basilicata, e che si perde nella Valle e diventa il paladino della salvaguardia ambientale di un posto che merita rispetto. Due le avventure che portano il suo nome, “Eustachio Naumann, Le montagne che camminano (2015)” e “Ritorno alla Grande Gravina Bianca (2017)”, di Assunta Morrone con le illustrazioni di Jole Savino (Falco Editore); nel suo tragitto il falchetto incrocia sulla sua strada molti personaggi ispirati dalla realtà di Pantanolungo e suoi dintorni. Sul falco Eustachio è stata scritta, anche, un’opera lirica per bambini con le musiche originali del Maestro Vincenzo Palermo.

Oggi nell’incantevole borgo di Pantanolungo poche persone (n. 32 residenti) vivono ancora il territorio, ma lo fanno con amore, tanto che chi visita il posto rimane affascinato dai loro racconti, ne rimane sedotto, smanioso di rivivere con la fantasia le meravigliose giornate trascorse qui da chi non aveva un briciolo di tecnologia, ma viveva in simbiosi con le meraviglie che madre natura ha voluto regalare a questo borgo fatato.

Un particolare ringraziamento a Chiara Grassi, Franco Conforti e Giovanni Muoio.

Gianfranco Forlino

Leggi tutto

Incontro tra Comune e Associazioni caroleane. Fare rete per avere successo

Lo scorso 21 ottobre, presso la casa comunale, si è tenuto un incontro tra l’Amministrazione comunale e le associazioni del territorio, allo stesso ha preso parte anche CaroleiReport. La riunione voluta dal sindaco Iannucci è stata occasione di incontro per quasi tutte le associazioni impegnate su Carolei, vi hanno infatti preso parte: Pro-loco, ANPI, Associazione Stuazzi&Pitazzi, Pro-Civ, Noise Live Events, Officina dei Colori, Freetime & friends, Arcà di Noè, Presepe vivente di Carolei, Centro studi Scaglione, Associazione Alfonso Rendano, Progetto IXIA e Carolei Rinasce.

Il sindaco Iannucci ha spiegato di aver promosso l’incontro per manifestare alle associazioni la vicinanza dell’Amministrazione comunale e per puntualizzare alcuni aspetto di primaria importanza.
In primis Iannucci ha reso noto che, in seguito alla circolare del 7 giugno 2017 emanata dal Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza, l’organizzazione di qualunque pubblica manifestazione dovrà attenersi a nuove e rigorose disposizioni. Le nuove norme riguardano eventi di carattere culturale, sportivo, musicale e di intrattenimento in genere; sono escluse le attività di spettacolo e di intrattenimento programmate all’interno dei locali e autorizzate ai sensi degli artt. 68 e 80 del TULPS (Testo Unico di pubblica sicurezza)

Tra le imprescindibili condizioni di sicurezza richiamate dal vademecum: percorsi separati di accesso all’area in cui si svolge la manifestazione, organizzazione del deflusso del pubblico, con contestuale indicazione dei varchi, piani di emergenza per l’evacuazione, previsioni di corridoi destinati al soccorso in emergenza, assistenza sanitaria adeguata al numero di persone che presumibilmente interverranno, divieto di vendita di alcolici e bevande in vetro etc. Leggi qui la circolare diramata dal Ministero.

La circolare del 7 giugno 2017 emanata dal Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Tutte le associazioni che intendono organizzare degli eventi sul territorio, sono quindi chiamate a fornire con largo anticipo tutto il carteggio che comprovi il riscontro delle garanzie citate nel suddetto decreto, è bene ribadire che si tratta di conditio sine qua non, senza il rispetto delle norme non sarà possibile svolgere la manifestazione. Sarà necessario fornire copia della documentazione all’ente comunale e ai Carabinieri.
Iannucci ha altresì esortato le associazioni a produrre una accurata programmazione annuale delle manifestazioni che si intenderà svolgere, solo così la macchina amministrativa potrà organizzarsi a dovere e fornire l’adeguato supporto organizzativo e di tipo economico.

Il secondo punto trattato dal sindaco Iannucci riguarda la collaborazione. Il primo cittadino ha esortato le associazioni del posto a fare rete, collaborando in modo stretto, così da riuscire a promuovere meglio ogni singola manifestazione, evitando sovrapposizioni di date, riuscendo a organizzare manifestazioni ben distinte e che offrano ai partecipanti una gamma variegata di eventi. Iannucci si è detto disposto a fornire un locale che potrà essere punto di incontro per le varie associazioni, così da indire riunioni allargate e volte alla cooperazione.

La collaborazione delle associazioni sarà un elemento fondamentale, anche in vista di una nuova opportunità per il comune di Carolei, il sindaco ha infatti informato i presenti in merito a un progetto che punta a mappare le aree di interesse turistico del territorio e che darà vita a un modello di turismo relazionale e integrato, che potrebbe essere “gestito” dall’Amministrazione comunale in concerto con le associazioni caroleane. In merito ne sapremo di più nei prossimi mesi.

Visto il congruo numero di associazioni presenti sul territorio, al fine di ottimizzare il rapporto con l’ente comunale, Iannucci propone alle associazioni di fare capo alla Pro-Loco, sottolineando che un dialogo diretto sarà sempre e comunque garantito, nella fattispecie il punto di riferimento sarà il sindaco e l’assessore alla cultura.

Il prossimo 6 novembre tutte le associazioni sono state invitate dalla Pro-Loco a prendere parte a un incontro, durante lo stesso saranno illustrate alcune idee che la Pro-Loco vorrebbe da subito mettere in campo.

 

Gianfranco Forlino

Leggi tutto

La rete dell’accoglienza passa anche per Carolei. Arriva il “sì” allo SPRAR

La Calabria si dimostra Regione solidale e accogliente, lo dimostra il protocollo d’intesa firmato ieri a Villaggio Mancuso, in Sila, promosso dall’Anci e suggellato dalla presenza del Ministro Minniti. L’accordo mette in luce come metà dei comuni calabresi ha deciso di condividere il progetto SPRAR; nella fattispecie sono 194 i comuni che hanno aderito, 140 di questi hanno già in modo ufficiale deliberato a favore del protocollo d’intesa.

Tra i comuni che hanno sposato il progetto anche quello di Carolei, che proprio qualche giorno fa (16 ottobre 2017, leggi qui) ha approvato in giunta il protocollo tra Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria e Anci, dimostrando così una bella prova di maturità.

Con l’avvento dello SPRAR di fatto si cerca di fornire un sistema alternativo e in grado di superare i grandi centri di accoglienza puntando sull’ospitalità diffusa, lo SPRAR di Carolei sarà quindi un sistema alternativo ai due Centri di Accoglienza Straordinaria attualmente presenti sul territorio (leggi qui il nostro approfondimento). Per la realizzazione dei servizi indicati dal DM 10/08/2016 l’Amministrazione comunale potrà avvalersi di uno o più enti attuatori, selezionati attraverso procedure espletate nel rispetto della normativa di riferimento. Sarà altresì necessario definire un progetto e caricarlo, in tempi brevi, sull’apposita piattaforma predisposta dal Dipartimento Libertà civili e Immigrazione.

 

Chi può gestire uno SPRAR

Il nostro comune sarà ora chiamato a individuare un ente pubblico tramite avviso pubblico di una manifestazione di interesse. Così come prevede il decreto ministeriale, i soggetti attuatori dovranno allegare alla manifestazione di interesse una proposta progettuale analitica, corredata dal piano finanziario preventivo dell’intero progetto, che assicuri l’erogazione dei servizi indicati nelle linee guida di cui al Decreto Ministeriale. Come sancito dallo stesso DM del 10 agosto 2016 all’art. 21, comma 2, “Gli enti attuatori devono possedere una pluriennale e consecutiva esperienza nella presa in carico di richiedenti/titolari di protezione internazionale, comprovata da attività e servizi in essere…”. L’art. 89 del d.lgs. 50/2016 (Codice contratti pubblici) prevede che l’operatore economico può soddisfare la richiesta relativa al possesso dei requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico e professionale di cui all’articolo 83, comma 1, lettere b) e c), necessari per partecipare ad una procedura di gara (con esclusione dei requisiti generali di cui all’articolo 80), nonché il possesso dei requisiti di qualificazione di cui all’articolo 84, avvalendosi delle capacità di altri soggetti, a prescindere dal la natura giuridica dei suoi legami con questi ultimi. Gli enti attuatori possono anche essere consorzi di cooperative purché rispondano ai requisiti di cui all’art. 45 (oltre a possedere quelli previsti dal DM 10/08/2016).

 

Cosa offre lo SPRAR

Lo SPRAR completa l’accoglienza mettendo in campo prestazioni volte all’inserimento socio-economico degli ospiti. Il migrante viene accolto fornendo allo stesso una serie di strumenti in grado di renderlo autonomo (borse lavoro, partecipazione a progetti multidisciplinari, corsi di apprendimento, tirocini formativi). Il nostro Comune, così come tutti gli altri che hanno partecipato l’idea dello SPRAR, potrà così beneficiare delle competenze professionali, sociali e culturali dell’ospite; il migrante diventa così un elemento attivo e partecipe del nostro paese, che non dovrà più patire passivamente il fenomeno dell’immigrazione, ma potrà gestirlo e trarne profitto sociale.

Leggi tutto